Benessere
Che fastidio forfora! Cause e rimedi
La forfora è una condizione comune del cuoio capelluto caratterizzata dalla desquamazione della pelle.
Cos’è la forfora?
La forfora è una condizione comune del cuoio capelluto caratterizzata dalla desquamazione della pelle. Questa desquamazione può manifestarsi sotto forma di piccoli fiocchi bianchi che possono essere visibili sui capelli e sugli abiti. Non è contagiosa né grave, ma può essere fonte di imbarazzo e difficoltà sociali per chi ne soffre.
Cause della forfora
Seborrea
La dermatite seborroica è una delle cause principali della forfora. Questa condizione provoca la formazione di squame oleose e giallastre sulla pelle, che possono staccarsi facilmente. È più comune in zone ricche di ghiandole sebacee, come il cuoio capelluto.
Fungine
Il fungo Malassezia vive naturalmente sul cuoio capelluto di molte persone. Tuttavia, una crescita eccessiva di questo fungo può causare un aumento del turnover delle cellule della pelle, portando a questo problema.
Altre cause
Altri fattori che possono contribuire alla formazione della forfora includono la pelle secca, l’uso eccessivo di prodotti per capelli, lo stress, la dieta squilibrata e certe condizioni mediche come la psoriasi o l’eczema.
Sintomi della forfora
I sintomi principali della forfora includono:
- Presenza di fiocchi bianchi o giallastri sui capelli e sugli abiti
- Prurito del cuoio capelluto
- Secchezza e irritazione della pelle
In alcuni casi, la forfora può essere accompagnata da arrossamenti e infiammazioni, specialmente se causata da dermatite seborroica o altre condizioni cutanee.
Trattamenti e rimedi
Shampoo antiforfora
Gli shampoo specifici per la forfora sono il trattamento più comune. Questi prodotti contengono ingredienti come zinco piritione, ketoconazolo, catrame di carbone, acido salicilico e solfuro di selenio, che aiutano a ridurre la desquamazione e il prurito.
Rimedi naturali
Esistono anche rimedi naturali che possono alleviare la forfora. L’olio di tea tree, noto per le sue proprietà antifungine, può essere efficace. Anche l’aceto di mele, diluito con acqua e applicato sul cuoio capelluto, può aiutare a ridurre la desquamazione. Vedi anche la ricetta dell’olio di rosmarino.
Cambiamenti nello stile di vita
Adottare uno stile di vita sano può contribuire a prevenire il problema. Mantenere una dieta equilibrata, ridurre lo stress e utilizzare prodotti per capelli delicati possono fare una grande differenza.
Prevenzione della forfora
Prevenire la forfora richiede un’attenzione costante alla cura del cuoio capelluto. È consigliabile lavare i capelli regolarmente con uno shampoo delicato, evitare prodotti per capelli troppo aggressivi e proteggere il cuoio capelluto da condizioni climatiche estreme. Inoltre, mantenere una buona igiene personale e seguire una dieta ricca di nutrienti essenziali per la salute della pelle può aiutare a ridurre il rischio di forfora.
Quando consultare un medico
Sebbene la forfora sia generalmente una condizione gestibile, in alcuni casi può essere necessario consultare un medico. Se i sintomi persistono nonostante l’uso di trattamenti antiforfora o se compaiono segni di infezione come arrossamento, dolore o gonfiore, è importante rivolgersi a un dermatologo per una valutazione approfondita.
La forfora è un disturbo comune che può essere causato da diverse ragioni, tra cui seborrea, infezioni fungine e altri fattori. Con i giusti trattamenti e accorgimenti, è possibile gestire e ridurre significativamente i sintomi. Tuttavia, in caso di dubbi o di persistenza dei sintomi, è sempre consigliabile consultare un professionista della salute per una diagnosi e un trattamento adeguati.
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Benessere
Quando il cervello adolescente “ritarda”: genetica, sviluppo e salute mentale nella genesi dei disturbi alimentari
Uno studio su quasi 1.000 giovani europei rivela che varianti genetiche, maturazione cerebrale rallentata e problemi psichici all’adolescenza potrebbero favorire l’insorgenza di comportamenti alimentari disordinati.
Un recente studio pubblicato su Nature Mental Health propone un modello integrato per comprendere l’insorgenza dei disturbi alimentari. Non solo fattori psicologici, ma anche genetica e questo che potremmo chiamare lo “stadio di maturazione cerebrale” dell’adolescente.
I dati emergenti sono importanti, considerato che in Europa si stima siano circa 20 milioni le persone affette da disturbi alimentari. Dall’anoressia alla bulimia fino al disturbo da alimentazione incontrollata.
Disegno dello studio: da 14 a 23 anni
Lo studio ha incluso quasi 1.000 individui provenienti da Inghilterra, Irlanda, Francia e Germania, partecipanti al progetto longitudinale IMAGEN.
I partecipanti hanno fornito campioni genetici, compilato questionari su abitudini alimentari e benessere psicologico. E si sono sottoposti a risonanza magnetica cerebrale (MRI) a 14 e 23 anni.
All’età di 23 anni, i soggetti sono stati classificati in tre profili alimentari distinti:
- Mangiatori sani (≈ 42 %)
- Mangiatori restrittivi (≈ 33 %) — che tendono a controllare peso e porzioni
- Mangiatori emotivi o incontrollati (≈ 25 %) — soggetti ad abbuffate o alimentazione impulsiva in risposta ad emozioni negative
Procedendo “a ritroso”, il team ha osservato che tra i 14enni coloro che manifestavano sintomi come ansia, depressione o problemi di attenzione mostravano, poi, una maggiore probabilità di finire nei gruppi alimentari non salutari.
Genetica, BMI e lo sviluppo cerebrale
Un altro elemento cruciale del lavoro riguarda la componente genetica: chi aveva un rischio genetico elevato di indice di massa corporea (BMI) mostrava anche maggiore probabilità di sviluppare abitudini restrittive o incontrollate, agendo in sinergia con lo sviluppo cerebrale.
Le immagini cerebrali hanno indicato che nei “mangiatori non sani” la maturazione cerebrale (in particolare nel cervelletto e nella corteccia prefrontale) tendeva a essere meno pronunciata, come se il calo normale di volume o spessore durante l’adolescenza fosse rallentato.
In particolare, una ridotta maturazione del cervelletto — l’area implicata anche nei meccanismi di appetito e sazietà — mediava la relazione tra rischio genetico elevato di BMI e comportamenti restrittivi a 23 anni.
In termini più generali, i ricercatori hanno interpretato questo fenomeno come uno sviluppo cerebrale “prolungato” nei gruppi alimentari a rischio. Ovvero un rallentamento nei processi ordinari di rimodellamento cerebrale che avvengono tipicamente durante l’adolescenza.
Implicazioni pratiche e prevenzione
Lo studio sottolinea che non basta intervenire solo sul comportamento alimentare: è fondamentale considerare la salute mentale dell’adolescente. Individuare tempestivamente ansia, depressione o difficoltà attentive, e valorizzare la consapevolezza cerebrale nei contesti educativi e familiari.
Secondo Sylvane Desrivières (King’s College Londra). Uno dei coautori, «l’educazione su abitudini alimentari salutari e strategie di coping disadattive può essere un’arma preventiva» per ridurre la vulnerabilità alle trasformazioni patologiche.
Un possibile passo avanti suggerito dai ricercatori è la stratificazione preventiva. Analizzando dati cerebrali, genetici e psicologici, potrebbe essere possibile identificare i giovani a rischio prima che i disturbi alimentari si manifestino.
Limiti e prospettive future
I risultati sono affascinanti ma non definitivi. Lo studio, pur essendo longitudinale e ben strutturato, non può affermare causa-effetto con assoluta certezza. Alcuni cambiamenti cerebrali potrebbero anche essere conseguenza del comportamento alimentare estremo.
Inoltre, l’eterogeneità dei disturbi alimentari — diverse tipologie, gradi di gravità e percorsi — richiede che questi modelli integrati vengano verificati in campioni clinici più ampi e contestualizzati.
Il prossimo orizzonte è estendere il follow-up oltre i vent’anni, osservare come le traiettorie si evolvono in età adulta e testare interventi mirati che tengano conto della “maturazione cerebrale” individuale.
Questo studio getta luce sul rapporto tra genetica, sviluppo cerebrale e salute mentale nell’adolescenza come chiavi possibili per decifrare il meccanismo che porta alcuni giovani a sviluppare disturbi alimentari.
Non è più solo una questione di “mangiare troppo poco” o “esagerare”. Ma di come un cervello in via d’evoluzione reagisca a stress, vulnerabilità interiori e predisposizioni genetiche. Un messaggio forte: ascoltare l’adolescente non solo nei suoi agiti alimentari, ma nelle sue emozioni, nei suoi pensieri e nel suo cervello in crescita.
Benessere
Benessere tossico: se non mediti almeno tre volte al giorno, sei una brutta persona
La ricerca del benessere è diventata un’ossessione da manuale. Tra acque alcaline, docce fredde e coach motivazionali, ci siamo dimenticati come si vive senza cronometrare ogni respiro. E chi osa dire che è stanco, viene guardato come un peccatore.
Se ti svegli dopo le 7:00, bevi un caffè e non hai ancora fatto un respiro profondo consapevole… sei già in ritardo sulla tua giornata da essere umano evoluto. Perché oggi il benessere non è più una scelta: è un obbligo. E chi non lo persegue con fanatismo, rischia la pubblica gogna da parte dei nuovi sacerdoti del wellness.
Il mantra è chiaro: devi dormire almeno 8 ore, ma svegliarti comunque presto per fare esercizio a digiuno. Devi meditare, ma anche correre, ma anche ascoltare i podcast motivazionali mentre bevi acqua con limone e zenzero. Devi mangiare anti-infiammatorio, ma senza stressarti troppo (che poi ti infiammi).
Il paradosso? Ci stanno dicendo che per rilassarci dobbiamo impegnarci come per una maratona. E se non segui la dieta perfetta, se non fai yoga almeno due volte a settimana, se non misuri i tuoi livelli di stress con una smartband che costa quanto un affitto… sei fuori. Sei tossico. Sei un caso umano.
Nel frattempo i social pullulano di influencer che sembrano appena scesi da un ritiro spirituale in Himalaya, ma in realtà hanno solo fatto sei stories nella vasca piena di petali finti. E tu, che magari hai solo voglia di startene in pigiama senza masticare semi di chia, vieni preso da un senso di colpa cosmico.
C’è chi si fa la doccia ghiacciata all’alba e chi pubblica foto di barrette proteiche accanto al diario della gratitudine. Ma se dici che hai avuto una giornata di merda, la risposta sarà: “Hai provato a ringraziare l’Universo per le difficoltà?”
No, grazie. A volte uno vuole solo lamentarsi, magari con un panino in mano e il frigo pieno di colpe. E sì, va bene il benessere, va bene la cura di sé. Ma siamo arrivati al punto che non si può più essere normali. Che se non prendi almeno due integratori al giorno non sei abbastanza. Che se non vai in palestra ti dicono che “non ti vuoi bene”.
Forse è il caso di ricordare che il benessere vero è quello che non ti fa sentire in difetto. Che ti lascia respirare senza contare fino a dieci. Che non ti giudica se ogni tanto vuoi solo una pizza e una serie tv senza sensi di colpa.
Perché se la ricerca della salute ti fa venire l’ansia, allora non è benessere. È marketing. E pure tossico.
Benessere
La doccia perfetta: calda o fredda? Consigli, benefici e curiosità per una beauty routine impeccabile
Dalla temperatura ideale alla durata consigliata, tutti i segreti per trasformare la doccia in un rituale di bellezza e benessere. Accorgimenti pratici e curiosità per una routine davvero impeccabile.
La doccia non è solo un momento di igiene quotidiana, ma può diventare un vero alleato per la bellezza e il benessere della pelle. Scegliere la giusta temperatura, la durata e adottare alcuni accorgimenti possono fare la differenza, trasformando un gesto semplice in una coccola per il corpo.
Doccia calda: relax e detersione profonda
La doccia calda è l’ideale per rilassarsi dopo una giornata stressante. Il vapore aiuta ad aprire i pori, favorendo una pulizia profonda e migliorando l’assorbimento di creme e oli idratanti applicati successivamente. Inoltre, la temperatura calda stimola la circolazione sanguigna, alleviando tensioni muscolari e favorendo un sonno più sereno.
Ma attenzione! Se troppo calda o troppo lunga, può rimuovere il film idrolipidico della pelle, causando secchezza e irritazioni. La temperatura ideale non dovrebbe superare i 37-38°C, e la durata dovrebbe essere di circa 10 minuti.
Doccia fredda: energia e tonicità
Per chi cerca un boost di energia o vuole combattere il caldo estivo, la doccia fredda è un toccasana. L’acqua fredda tonifica la pelle, restringe i pori, stimola il sistema linfatico e aiuta a ridurre l’infiammazione. Ottima anche per i capelli: una sciacquata fredda finale sigilla le cuticole, rendendo la chioma più lucida e resistente.
L’effetto collaterale? Non tutti tollerano il freddo, e una doccia gelata potrebbe risultare sgradevole, soprattutto in inverno. In alternativa, puoi alternare getti caldi e freddi per un effetto stimolante sulla circolazione senza rinunciare al comfort.
Quante docce fare al giorno?
La tentazione di farsi più docce al giorno è forte,. Tuttavia, una doccia al giorno è sufficiente per la maggior parte delle persone, salvo situazioni particolari come allenamenti intensi o climi particolarmente caldi. Fare più docce quotidiane, soprattutto se calde, può indebolire la barriera cutanea, causando secchezza e irritazioni.
Accorgimenti per una doccia perfetta
- Scegli un detergente delicato: Preferisci prodotti senza solfati, arricchiti con oli naturali o idratanti, per proteggere la pelle.
- Non esagerare con l’acqua calda: Una doccia bollente potrebbe sembrare rilassante, ma è uno dei principali nemici della pelle sana.
- Tampona, non strofinare: Usa un asciugamano morbido per tamponare la pelle dopo la doccia, evitando sfregamenti che possono irritarla.
- Idrata subito dopo: La pelle assorbe meglio le creme idratanti quando è ancora leggermente umida. Usa prodotti ricchi di ingredienti nutrienti, come burro di karité o olio di mandorle dolci.
Curiosità sulla doccia
- Docce brevi per il pianeta: Limitare la durata della doccia a 5-10 minuti non solo protegge la pelle, ma riduce anche il consumo di acqua e energia, contribuendo alla sostenibilità.
- La doccia fredda come rimedio post-sport: Abbassa la temperatura corporea e riduce i dolori muscolari dopo l’attività fisica intensa.
- La doccia serale favorisce il sonno: Lavarsi con acqua tiepida la sera aiuta a rilassare i muscoli e prepara il corpo per il riposo.
La doccia non è mai stata così sofisticata! Seguendo questi accorgimenti, non solo ti prenderai cura della tua pelle, ma trasformerai questo momento in un rituale di benessere completo.
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