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Cher accusa il suo ex Sonny Bono: “Mi ha preso tutti i soldi”. I suoi segreti rivelati nel libro di memorie

Nella sua autobiografia, “Cher: The Memoir”, la cantante e attrice accusa il suo ex Sonny Bono di averle sottratto gran parte dei guadagni durante il loro matrimonio.

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    Presentando il suo libro, Cher: The Memoir, la leggendaria cantante e attrice 78enne nata a El Centro in California, ha rivelato al New York Times che durante il matrimonio con Sonny Bono, deceduto nel 1998, questi le avrebbe sottratto gran parte dei suoi guadagni. Nel libro molto atteso dal pubblico per le rivelazioni che contiene, Cher ha raccontato di essersi fidata del marito, credendo che tutto ciò che possedevano fosse equamente condiviso: “Pensavo semplicemente: ‘Siamo marito e moglie. Metà delle cose sono sue, metà sono mie’. Non mi era mai venuto in mente che potesse esserci un’altra strada”, ha dichiarato. Secondo la star, Bono creò una società chiamata Cher Enterprises, nella quale deteneva il 95% delle quote, lasciando solo il 5% all’avvocato.”Ancora oggi vorrei solo chiedergli: ‘Son, in quale momento della giornata hai deciso: ‘Sì, sai cosa? Prenderò i suoi soldi’?“, ha aggiunto.

    Dal successo al divorzio

    La coppia si incontrò nel 1961, quando Cher aveva solo 16 anni e lavorava come governante per Sonny Bono, allora 27enne. Dopo essersi sposati nel 1964, iniziarono una collaborazione artistica che li portò a successi come “I Got You Babe” e a programmi televisivi come The Sonny & Cher Comedy Hour. Vendettero oltre 40 milioni di dischi e ricevettero due nomination ai Grammy, ma il rapporto si deteriorò. Si separarono nel 1972, divorziando ufficialmente nel 1975. Nel memoir, Cher descrive Bono come manipolatore e autoritario, al punto da ostacolarla anche nella sua vita personale.

    Ma alla fine Cher si risvegliò…

    La rottura arrivò dopo un momento di epifania. “Mi svegliai presto una mattina, verso le cinque, e pensai: ‘Non lo farò più. Lo lascerò’. Iniziai a mettere in atto un piano così rischioso che ancora oggi non so come abbia avuto il coraggio di farlo”. Le accuse di Cher non solo gettano nuova luce sul suo matrimonio, ma raccontano anche una storia di lotta per l’indipendenza personale e professionale, in un’epoca in cui le donne nel mondo dello spettacolo spesso lottavano per il controllo delle proprie carriere e finanze.

      Libri

      Elle Macpherson: «Bevevo vodka ogni sera fino a perdere i sensi, ora festeggio 20 anni di sobrietà»

      Un circolo vizioso iniziato con la nascita del figlio più piccolo e che l’ha portata a dipendere dall’alcol. Tra blackout, ossessioni e il bisogno di mantenere un’immagine impeccabile, Elle è riuscita a ritrovare se stessa dopo anni di lotta.

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        Elle Macpherson, una delle supermodelle più famose al mondo, ha rivelato il lato oscuro della sua vita apparentemente perfetta. Nel suo nuovo libro autobiografico Elle: Life, Lessons & Learning to Trust Yourself, la top model australiana, oggi 60enne, racconta il periodo più difficile della sua vita, quando l’alcol aveva preso il controllo delle sue giornate.

        «Ero prigioniera dell’alcol»

        La dipendenza è iniziata poco dopo la nascita del figlio più piccolo, Cy, oggi 21enne. «La mia vita sembrava perfetta a tutti, ma dentro di me stavo lottando», scrive Elle. Ogni sera, dopo aver messo a letto Cy e Flynn, allora bambini, beveva vodka fino a perdere i sensi. «Cercavo di rilassarmi e di mantenere quell’immagine impeccabile che il pubblico si aspettava da me».

        Mentre il compagno dell’epoca, il finanziere francese Arpad “Arki” Busson, era spesso assente, Elle si trovava intrappolata in un circolo vizioso: feste, alcol e il bisogno di dimostrarsi perfetta in ogni aspetto della sua vita.

        Blackout e ossessioni

        Le conseguenze non tardarono ad arrivare. «Mi infilavo le dita in gola e mi assicuravo di vomitare tre volte prima di andare a dormire», racconta Elle, descrivendo la rigidità con cui gestiva la sua vita. A peggiorare la situazione, i blackout frequenti: «Parlavo con qualcuno e dimenticavo quello che stavo dicendo. Mi guardavano perplessi».

        Un episodio particolarmente drammatico avvenne a Ibiza, durante un’estate trascorsa con la famiglia. Dopo settimane di sobrietà, bastò una serata per farla crollare: «Rompendo il tappo di vetro di una bottiglia, versai uno shot e lo bevvi, frammenti di vetro compresi. Ricordo di aver pensato: “Adoro questa sensazione”».

        La rinascita: 20 anni di sobrietà

        Nonostante le difficoltà, Elle ha trovato la forza di combattere. Nel 2003 ha deciso di smettere di bere, iniziando un percorso che l’ha portata a festeggiare, lo scorso anno, 20 anni di sobrietà. «Ho smesso perché non riuscivo a essere pienamente presente nella mia vita. È difficile conoscersi davvero se ti stai anestetizzando», ha spiegato.

        Oggi, Elle Macpherson è una donna nuova, capace di guardare al passato con consapevolezza e di condividere la sua storia per ispirare chiunque affronti le stesse battaglie. Attualmente si trova a New York per promuovere il suo libro, un’opera che rappresenta non solo un viaggio nella sua vita, ma un messaggio di speranza e resilienza.

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          Libri

          Quando la Marcuzzi diede dell’ipodotato a Fabio Volo… e altre bassezze vip: tutto in un libro!

          Firma del Fatto Quotidiano, l’autore Alessandro Ferrucci in “Non sai cos’è successo…” (che esce per PaperFirst) , prrsenta un’imperdibile raccolta di aneddoti, battute, figuracce e lati oscuri dei personaggi di ieri e di oggi dello spettacolo.

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            Come eravamo ma anche chi siamo oggi e in che derizione stiamo prendendo. Fra le pagine di Non sai cos’è successo… (PaperFirst), c’è tutto questo e tanto altro, analizzato dalla penna di Alessandro Ferrucci che, negli ultimi anni, ha raccontato vizi e bassezze dei vip sul Fatto Quotidiano.

            I personaggi famosi come non li avete mai conosciuti

            C’è chi a Parigi ha assistito alla fuga da un battello di Marcello Mastroianni e Mario Monicelli al grido “Mejo una gricia!”, altro che nouvelle cuisine. Come pure chi non ha mai visto Monica Bellucci senza tacchi: nuda sì, ma sempre con i tacchi, “anche quando fa la doccia”. C’è chi ha vissuto gli anni ’80 come una rappresentazione immacolata dell’edonismo senza limiti, tra un taaac, un party, dove la cocaina veniva servita dentro le zuppiere.

            Bagagli di vita, unici ed irripetibili

            C’è chi ha calcato il palcoscenico e l’ha temuto tutta la vita, perché il vero artista non si abitua alla liturgia del sipario e non dà mai per scontate quelle assi, “altrimenti te se magnano”, come diceva Gigi Proietti. C’è invece chi, come Ettore Scola, sosteneva: “Io sono di una generazione dove il lettino dello psicologo era la sedia del barbiere”. Leggere questo libro significa prendersi del tempo senza essere avvolti dalla fretta. Da leggersi con calma, un pezzetto alla volta. Un libro che può essere paragonato ad un “tram” popolato di storie. Un tram nel quale in otto anni di interviste sul Fatto Quotidiano sono saliti 400 grandi nomi del cinema, dello spettacolo, della tv, dello sport e della letteratura. Con il loro bagaglio di vita, unico ed irripetibile, spesso anche un po’ cafone.

            Aneddoti, qui pro quo, gaffes di ogni tipo

            Con Robert Redford vestito da Monnezza che assieme a Thomas Milian cerca di entrare al Jackie O’ senza riuscirci o Donato Carrisi che, mentre presenta un libro in Russia, lo prendono per il figlio di Al Bano. Passaggio imperdibile è quello dove Alessia Marcuzzi grida a Fabio Volo di avere “il pisello piccolo”. E Gianni Morandi in ambulanza con le mani sciolte dal fuoco con l’infermiere che gli chiede un selfie. Per un Francesco Paolantoni che rifiuta una sceneggiatura firmata dall’ancora sconosciuto Paolo Sorrentino, Pupi Avati arruola l’esordiente Stefano Accorsi per un film dopo che la fidanzata dell’attore si era prostrata in ginocchio dal regista bolognese dicendogli che altrimenti Accorsi si sarebbe suicidato.

            Sembra un film… invece è accaduto veramente

            Situazioni paradossali eppure accadute veramente, in un trionfo di bizzarria nascosta che livella strati popolari, il colmo delle barzellette che invece rappresenta la realtà. Come quella che vede protagonisti Alessandro Haber al cinema in compagnia di Nanni Moretti, insieme a vedere La Cicala di Lattuada, appena dissequestrato per il nudo integrale delle due protagoniste, Clio Goldsmith e Barbara De Rossi. Citiamo dal libro: “Pure quel pomeriggio la sala era piena. Nonostante la censura il film esibiva in diverse scene qualche culo e un po’ di tette; a metà della visione Nanni urlò: “Basta con la fi*a, abbiate il coraggio di mostrare anche un po’ di ca**o”.

            Depardieu non si smentisce mai

            Sabrina Impacciatore sul set di Concorrenza sleale deve recitare con Gerard Depardieu e prende un Lexotan per l’agitazione. A quel punto Depardieu la sgama e le fa: “Perché hai preso la pillola per dormire? La prossima volta sdraiati, apri le cosce, pensa a me e toccati: del Lexotan non avrai più bisogno”. Ai tempi attuali, dominati dal #MeToo, è un aneddoto che fa tremare le vene dei polsi…

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              Libri

              Gerry Scotti e il nuovo libro “Quella volta”: tra aneddoti, riflessioni sulla TV e frecciate su “La Corrida” di Amadeus

              Dalla collaborazione con Claudio Cecchetto alla libertà trovata in Mediaset, Gerry Scotti ricorda i momenti salienti della sua carriera e non risparmia critiche a chi, come Amadeus, ripropone programmi storici spacciandoli per eventi.

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                Gerry Scotti torna sotto i riflettori non solo come conduttore, ma anche come scrittore. In un’intervista a Chi, il conduttore ha raccontato del suo nuovo libro Quella volta, edito da Rizzoli, in cui intreccia i propri ricordi con alcuni momenti chiave degli ultimi 60 anni della storia italiana. Gerry, insieme ad altri protagonisti della TV anni ’80 come Amadeus, Fiorello e Paolo Bonolis, riflette su cosa significhi essere sopravvissuti nell’industria televisiva per tanto tempo, e sulle differenze con le nuove generazioni di conduttori.

                La differenza tra i veterani e le nuove leve della TV

                Gerry non nasconde l’orgoglio per la gavetta che lui e altri colleghi della sua generazione hanno affrontato, una formazione che, secondo lui, manca ai nuovi volti televisivi. “Noi siamo gli ultimi che hanno fatto la scuola e la gavetta, e questo ci ha resi capaci di far sembrare semplice un mestiere che non lo è,” ha affermato Scotti, “Non basta essere simpatici o fare il brillante: la conduzione è un mestiere, che richiede impegno e amore.” La sua opinione è chiara: la preparazione e il lavoro di squadra, per lui, sono ciò che distingue i grandi professionisti della TV.

                Il mondo dello spettacolo e le “creazioni” tra mentori e artisti

                Commentando le separazioni tra artisti e mentori, come quella recente tra Max Pezzali e Claudio Cecchetto, Gerry osserva come nel mondo dello spettacolo spesso emerga il desiderio di affermare la propria influenza su un altro talento. “Dire di avere ‘creato’ qualcuno è come sentirsi Dio,” ha spiegato, “A volte è proprio questo atteggiamento che porta a litigare. Io e Cecchetto non abbiamo avuto screzi perché, quando lui mi ha voluto al suo fianco, ero già Gerry Scotti: è stata una scelta reciproca.” Secondo il conduttore, Pippo Baudo è l’unico che può rivendicare di aver davvero scoperto numerosi talenti, avendo guidato e lanciato carriere con il suo programma.

                L’indipendenza di Gerry Scotti a Mediaset

                Gerry sottolinea anche il suo rapporto con Mediaset, ricordando come la TV commerciale gli abbia sempre permesso di essere se stesso. “Mi avete sentito parlare di zuppe, bevande e pannolini, ma mai nessuno mi ha imposto cosa dire. Sono un uomo libero,” ha affermato con orgoglio.

                Gerry Scotti e le critiche al ritorno de “La Corrida”

                Sulla sfida con Amadeus, che ha portato La Corrida su Discovery, Gerry non risparmia qualche stoccata. “È positivo cambiare rete, ma non vedo un grande evento in un format come La Corrida,” ha detto, “A volte si camuffano da eventi dei semplici ritorni di programmi già visti.” Tuttavia, ammette che la longevità dei format è parte del mondo televisivo: “Non dobbiamo vergognarci dei titoli storici, ma solo di farli male. In America, programmi con oltre 50 anni di storia continuano ad essere seguiti da milioni di persone.”

                Progetti futuri e possibili ritorni

                Scotti, in ogni caso, non esclude l’idea di riprendere alcuni dei suoi “cavalli di battaglia”, anche se al momento il suo prossimo impegno resta la conduzione di Striscia la notizia. “Chi vuol essere milionario? e The Wall potrebbero sfidare qualunque programma,” ha aggiunto con un tocco di orgoglio, “ma per ora non fanno parte dei miei progetti.”

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