Salute
Malanni di stagione? Niente paura, ci pensano i vecchi e amati metodi della nonna!
Scopri come affrontare le infreddature con metodi naturali e tradizionali. Dagli infusi di erbe al latte con miele e limone, i rimedi della nonna sono ancora efficaci per alleviare i sintomi di mal di gola, tosse e naso chiuso.

Quando il freddo inizia a farsi sentire e il naso comincia a colare, c’è chi preferisce affidarsi ai rimedi tradizionali piuttosto che riempire l’armadietto dei medicinali. Le “ricette della nonna” contro le lievi infreddature non solo portano un po’ di conforto, ma spesso sono anche efficaci. Che si tratti di un pizzico di saggezza popolare o di veri benefici delle erbe, questi rimedi naturali continuano a trovare spazio nelle nostre vite. Ecco qualche consiglio per affrontare i malanni di stagione, come facevano le nostre nonne.
Latte caldo con miele e limone: un classico intramontabile
Uno dei rimedi più conosciuti per calmare il mal di gola e dare sollievo dalla tosse è il latte caldo con miele e limone. Il latte riscalda, il miele addolcisce e lenisce la gola irritata, mentre il limone aggiunge una dose di vitamina C, utile per il sistema immunitario. Basta riscaldare una tazza di latte, aggiungere un cucchiaio di miele e un po’ di succo di limone fresco. Questo semplice rimedio aiuta a calmare la tosse secca e a favorire il riposo notturno.
Infuso di zenzero, limone e miele: potente contro i sintomi influenzali
Lo zenzero è conosciuto per le sue proprietà anti-infiammatorie e decongestionanti, ed è un alleato prezioso contro il raffreddore. Preparare un infuso con zenzero fresco grattugiato, limone e miele può aiutare a contrastare i sintomi influenzali, donando sollievo al naso chiuso e alleviando il mal di gola. Basta far bollire qualche fettina di zenzero in acqua per circa 10 minuti, filtrare il liquido e aggiungere un cucchiaino di miele e del succo di limone.
La classica “zuppa di pollo”
Chi non ha mai sentito parlare della leggendaria zuppa di pollo per curare l’influenza? Non è solo un comfort food, ma diversi studi hanno dimostrato che aiuta davvero ad alleviare i sintomi del raffreddore. La zuppa di pollo ha proprietà decongestionanti che possono dare sollievo dal naso chiuso e, grazie alla presenza di proteine, verdure e liquidi, aiuta a mantenere il corpo idratato e a fornire energia.
Suffumigi per il naso chiuso
Non c’è niente di più rilassante e purificante di un buon suffumigio per liberare le vie respiratorie. Le nostre nonne sapevano bene che un semplice pentolone di acqua bollente con sale o bicarbonato e qualche goccia di olio essenziale di eucalipto poteva fare miracoli per il naso chiuso. Basta coprire la testa con un asciugamano e respirare i vapori per qualche minuto: il calore e il vapore aprono i seni nasali, facilitando la respirazione.
Gargarismi con acqua e sale
Per chi soffre di mal di gola, uno dei rimedi più semplici ma efficaci è fare dei gargarismi con acqua e sale. Il sale ha proprietà antibatteriche naturali e può ridurre l’infiammazione della gola. Basta sciogliere mezzo cucchiaino di sale in un bicchiere d’acqua tiepida e fare dei gargarismi più volte al giorno. Questo piccolo accorgimento aiuta a calmare il dolore e ad accelerare la guarigione.
La tisana di sambuco
Se vuoi qualcosa di più ricercato, la tisana al sambuco è perfetta. Questa pianta ha proprietà antivirali e può contribuire a ridurre la durata dell’influenza. La tisana al sambuco, preparata con fiori secchi o freschi, è un toccasana per alleviare i sintomi del raffreddore e dell’influenza. La nonna probabilmente la combinava con un po’ di miele per un effetto calmante ancora maggiore.
Conclusioni? Non ci sono!
Non c’è bisogno di ricorrere subito ai medicinali per curare una leggera infreddatura. Le ricette della nonna, tramandate di generazione in generazione, dimostrano che con un po’ di pazienza e qualche ingrediente naturale si può ottenere sollievo dai malanni stagionali. E se proprio il raffreddore persiste, ci sarà sempre una buona tazza di latte e miele ad aspettarti.
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Salute
Pulizie di primavera? Inizia dalla cucina: 3 ricette leggere che depurano corpo e mente
Quando arriva la primavera, sentiamo tutti il bisogno di “fare spazio”. Anche nel piatto. Le verdure di stagione ci aiutano a depurarci con gusto: carciofi, asparagi, agretti e limone sono perfetti alleati per favorire digestione, energia e lucidità mentale. Abbiamo scelto tre ricette leggere, facili e veloci, che aiutano il corpo a liberarsi dalle scorie e la mente a tornare lucida, con il piacere semplice di una cucina naturale, viva, che non ha bisogno di troppe parole.

Tre piatti leggeri, gentili, con ingredienti che aiutano fegato e intestino a ripartire, ma anche la testa a fare ordine. Perché la vera depurazione non si fa solo col centrifugato, ma anche con il tempo che scegli di dedicarti. In cucina e altrove.

1. Zuppetta tiepida di agretti, limone e semi di sesamo
Un piatto detox che profuma di terra e sole. Gli agretti (o barba di frate) sono ricchissimi di sali minerali e clorofilla. Basta sbollentarli 3 minuti in acqua salata, scolarli e condirli con olio evo, succo e scorza di limone bio, una manciata di semi di sesamo tostati e, se piace, qualche goccia di tamari. Da servire tiepida o a temperatura ambiente, accompagnata magari da pane integrale tostato.

2. Carciofi trifolati con menta fresca e limone
Pulisci i carciofi (romani o violetti), tagliali sottili e mettili in acqua e limone. Rosola in padella uno spicchio d’aglio con un cucchiaio d’olio evo, aggiungi i carciofi, un pizzico di sale, pepe e mezzo bicchiere d’acqua. Cuoci coperto per 10-15 minuti, poi profuma con menta fresca tritata e scorza di limone. Un contorno depurativo perfetto per alleggerire qualsiasi pasto.

3. Crema vellutata di asparagi e piselli con yogurt greco
Fai rosolare uno scalogno tritato in poco olio, aggiungi 300 g di asparagi (puliti e tagliati a rondelle) e 150 g di piselli freschi o surgelati. Copri con brodo vegetale e cuoci per 15 minuti. Frulla fino a ottenere una crema liscia. Servi con un cucchiaio di yogurt greco, pepe nero e un filo d’olio. Se vuoi un tocco gourmet, aggiungi qualche germoglio o erba aromatica.
Salute
Qual è il locale più inquinato della nostra casa? La cucina. Ecco perché
Le nostre abitudini quotidiane contribuiscano significativamente all’inquinamento atmosferico, sottolineando l’urgenza di adottare comportamenti più sostenibili.

Gli inquinamenti insospettabili che si generano cucinando rappresentano un’importante questione per la salute e l’ambiente, spesso trascurata. Ciò che accade in cucina può infatti contribuire significativamente all’inquinamento atmosferico domestico. Vediamo come.
Quali sono le fonti principali di inquinamento in cucina
Tra le principali fonti di inquinamento che possiamo trovare in cucina al primo posto ci sono i fornelli a gas e metano. L’uso di combustibili come il gas e il metano produce biossido di azoto (NO₂), un potente irritante polmonare, e benzene, una sostanza cancerogena. Questi inquinanti vengono rilasciati nell’aria durante la cottura, aumentando il rischio di problemi respiratori e altre patologie. A seguire la cottura sulla griglia e la frittura. Grigliare la carne sprigiona, infatti, composti chimici potenzialmente dannosi, come le ammine eterocicliche e gli idrocarburi policiclici aromatici. Anche la frittura, soprattutto a temperature elevate, produce sostanze tossiche come l‘acrilammide, un composto che può formarsi vicino al punto di fumo degli oli. Un ulteriore pericolo deriva anche da una ventilazione insufficiente. Una scarsa ventilazione, infatti, aggrava la concentrazione degli inquinanti, rendendo l’ambiente domestico meno salubre. Quindi che fare?
Possibili soluzioni e semplici accorgimenti per evitare effetti inquinanti
E’ consigliabile, quando possibile, utilizzare piani cottura a induzione una tecnologia che riduce al minimo l’emissione di inquinanti. Le cucine a induzione non generano biossido di azoto né monossido di carbonio, offrendo un’alternativa ecologica e sicura. Se dovete friggere provate a farlo con le friggitrici ad aria. Rispetto alla frittura tradizionale, le friggitrici ad aria – così tanto di moda in questi ultimi tempi – producono meno particolato fine e sono considerate un metodo di cottura più salutare per diversi alimenti. Ulteriore sufferimento è utilizzare una cottura a basse temperature. Evitare di superare il punto di fumo degli oli può limitare la formazione di sostanze nocive. E ancora, ma qui andiamo su scelte ideologiche oltre che salutistiche. Utilizzare più vegetali e meno carne è meglio! La riduzione del consumo di carne, soprattutto proveniente da allevamenti intensivi, non solo diminuisce l’impatto ambientale ma migliora anche la qualità dell’aria. Infine è lapalissiano mantenere una adeguata ventilazione dei locali. L’uso di cappe aspiranti e il ricambio regolare dell’aria sono essenziali per ridurre l’accumulo di inquinanti.
Il peso dei comportamenti individuali
Ogni piccolo gesto quindi conta. Scegliere metodi di cottura meno inquinanti, preferire alimenti vegetali e ridurre gli sprechi in cucina non solo tutela la salute personale, ma contribuisce anche al benessere collettivo e alla salvaguardia dell’ambiente. Non esiste una soluzione magica, ma la consapevolezza e l’azione possono fare la differenza. L’inquinamento domestico, spesso sottovalutato, secondo il dottor Roberto Boffi, pneumologo presso l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, rappresenta una minaccia concreta per la salute di tutti, con la cucina che si rivela uno degli ambienti più critici.
Salute
Allergie di primavera, come sopravvivere alla stagione più amata (e odiata)
inite, occhi che bruciano, mal di testa e stanchezza cronica: se anche per te la primavera è sinonimo di allergie, è il momento di scoprire come affrontarla con rimedi nuovi e soluzioni intelligenti che migliorano davvero la qualità della vita

Per molti è la stagione più bella dell’anno: giornate più lunghe, temperature miti, profumi nell’aria. Per altri, invece, la primavera è un incubo che inizia con uno starnuto e finisce con le occhiaie da antistaminico. Se anche tu fai parte del club degli allergici stagionali, sappi che non sei solo: secondo l’ISS, in Italia almeno una persona su cinque soffre di allergie primaverili, e il numero è in costante aumento.
Ma perché succede? Il nemico numero uno è il polline, prodotto in grandi quantità da alberi come betulla, ontano, cipresso, ma anche da graminacee e parietaria. La risposta del sistema immunitario a questi allergeni è spesso spropositata: raffreddore, prurito, congiuntivite, asma. E se un tempo bastava chiudere le finestre, oggi non è più così semplice.
La buona notizia è che esistono strategie, vecchie e nuove, per vivere meglio anche in mezzo ai pollini.
La prima regola è la più banale e sottovalutata: conoscere il nemico. Tenere d’occhio i calendari pollinici (facilmente consultabili online) permette di sapere quando limitare le uscite, arieggiare la casa solo la mattina presto o la sera tardi, evitare parchi e prati nei giorni critici. Sembra poco, ma fa la differenza.
Chi è stanco dei farmaci può valutare una immunoterapia specifica, una sorta di “vaccino” contro l’allergia: si assumono per via sublinguale (o iniezioni) dosi crescenti di allergene per desensibilizzare l’organismo. Serve tempo, ma è una delle poche cure che agiscono alla radice.
Anche il lavaggio nasale quotidiano con soluzioni saline può aiutare: libera le vie respiratorie, rimuove gli allergeni, riduce l’uso di farmaci e migliora il sonno. Esistono ormai dispositivi semplici, pratici ed efficaci da usare a casa.
Sul fronte tecnologico, i purificatori d’aria di nuova generazione fanno miracoli in casa: filtrano pollini, polveri e persino virus, migliorando la qualità dell’aria in modo misurabile. Un’idea da valutare anche in ufficio, dove spesso le finestre restano chiuse ma i filtri dei condizionatori non vengono mai cambiati.
Non mancano i rimedi naturali (attenzione, non miracolosi ma utili): infusi di ortica, integratori a base di quercetina o vitamina C che agiscono come antistaminici naturali, spray a base di eufrasia per lenire la congiuntiva infiammata. Chiedi consiglio al medico o al farmacista: l’autoprescrizione fai-da-te è la peggior alleata dell’allergico.
E infine: non sottovalutare lo stress. È scientificamente dimostrato che l’ansia può peggiorare i sintomi allergici. Dormire meglio, mangiare sano, praticare yoga o meditazione può ridurre le crisi. Anche perché vivere con l’allergia non significa solo soffrire di naso chiuso, ma anche di stanchezza cronica, difficoltà di concentrazione, irritabilità. Tutti effetti collaterali che spesso non vengono considerati.
In sintesi? No, non è colpa tua se sei sempre esausto e gli occhi sembrano quelli di un panda. Ma con qualche accorgimento puoi evitare di passare altri tre mesi chiuso in casa con l’aspirapolvere in mano. E magari tornare ad amare la primavera, o almeno a tollerarla senza fazzoletti in ogni tasca.
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