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Cronaca

Come prepararsi, cosa bisogna sapere

La prima prova della maturità 2024 è il compito ministeriale di italiano che si svolgerà contemporaneamente in tutte le scuole il 19 giugno. I temi della prima prova, tra cui scegliere quello da sviluppare, sono sette in totale, suddivisi in tre diverse tipologie: due analisi del testo, tre tracce di testo argomentativo e due temi di attualità.

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    Come funziona l’esame di Stato

    L’esame di Stato, più temuto come esame di maturità, si compone di più prove, tra cui la prima prova scritta di italiano, la seconda prova scritta su materie specifiche dell’indirizzo di studio, e l’orale. La prima prova scritta serve per valutare le competenze linguistiche e di scrittura degli studenti, oltre alla capacità di analisi e argomentazione. Quest’anno il numero di commissioni previste è di 14.072, saranno coinvolti 28.038 classi. I maturandi interni saranno 512.530, mentre i maturandi esterni saranno 13.787.

    Preparazione alla prima prova

    Per affrontare la prima prova della maturità 2024 in maniera efficace, è fondamentale seguire un metodo di studio strutturato. Ripassare gli argomenti chiave, focalizzarsi sugli anniversari e sugli eventi storici, letterari, artistici e scientifici. Esercitarsi con le simulazioni. Fare pratica con le simulazioni delle prove degli anni precedenti. Sviluppare le capacità di scrittura e lavora sulla capacità di esprimere idee in modo chiaro e coerente. E’ utile utilizzare risorse online consultando appunti, video e approfondimenti su piattaforme educative.

    Cos’è stato assegnato lo scorso anno?

    Le tracce della maturità 2023 includevano Quasimodo con la poesia Alla nuova luna,
    Moravia con un testo da Gli indifferenti. Un testo argomentativo su Chabod: “L’idea di nazione”. Testo su Piero Angela. Riflessione su Oriana Fallaci. SCrivere una lettera aperta al ministro Bianchi sugli esami di maturità. Commentare un testo di Marco Belpoliti: “Elogio dell’attesa nell’era di Whatsapp”.

    Prima prova, ipotesi di tracce 2024

    Il giorno della prima prova di maturità 2024 gli studenti dovranno scegliere una traccia tra le 7 proposte dal MIM, Ministero dell’Istruzione e del Merito. Ecco una serie di ipotesi su quali tipologie potrebbero ricadere le scelte:

    A: due tracce di analisi del testo (un testo poetico e uno in prosa).
    B: tre tracce di testo argomentativo (una di queste sarà obbligatoriamente d’ambito storico).
    C: due tracce di tema d’attualità.

    C’è un modo per prevedere le tracce della prima prova 2024?

    No, ma un’idea ve la potete fare a partire dai temi legati agli anniversari dell’anno scolastico e agli eventi importanti. Ecco qualche esempio.

    Conflitto israelo-palestinese: storia del conflitto tra arabi e israeliani nato nel 1948.
    Henry Kissinger: chi era il politico statunitense, figura chiave del Novecento, morto il 30 novembre 2023.
    Unità d’Italia: il MIM ha inviato alle scuole una nota in cui si invitano gli istituti a tenere in considerazione l’importante anniversario del 17 marzo.

    Anniversari letterari, storici e culturali

    Oltre agli eventi importanti è utile considerare anche gli anniversari letterari, storici, artistici e di cultura generale che si celebrano tra il 2023 e il 2024.

    150 anni dalla morte di Alessandro Manzoni. Riassunto di vita e opere: I Promessi Sposi trama e analisi. Il Cinque Maggio: testo, parafrasi e commento. Adelchi: sintesi della tragedia, descrizione dell’opera e dei personaggi. Riassunto de Il Conte di Carmagnola. Analisi delle Odi civili di Manzoni. Commento alle Odi Civili e Cinque Maggio.

    100 anni dalla nascita di Italo Calvino. Biografia, opere e pensiero. Le città invisibili: riassunto e analisi del libro. Il sentiero dei nidi di ragno: riassunto e analisi. Le più belle frasi di Italo Calvino.

    100 anni dalla morte di Franz Kafka. Biografia, pensiero e opere. Il Realismo nel romanzo europeo: caratteristiche e protagonisti.

    95 anni dalla morte di Italo Svevo. Vita e opere. La coscienza di Zeno, trama e analisi.

    100 anni dalla morte di Joseph Conrad. Trama, significato e analisi di Cuore di tenebra.

    105 anni dalla nascita di Primo Levi. I sommersi e i salvati di Primo Levi. Se questo è un uomo: analisi, trama e commento.

    125 anni dalla morte di Carlo Levi. Biografia e pensiero dello scrittore. Cristo si è fermato a Eboli, riassunto.

    115 anni dalla nascita di Cesare Pavese. Vita, poesie e romanzi. La luna e i falò: analisi e commento.

    10 anni dalla morte di Gabriel Garcia Marquez. Biografia e opere.
    140 anni dalla nascita di Guido Gozzano. Biografia e opere.
    50 anni dalla morte di Aldo Palazzeschi. Biografia e opere. Futurismo: caratteristiche ed esponenti.

    Anniversari storici

    700 anni dalla nascita di Marco Polo. Vita e viaggi dell’esploratore. Testo argomentativo sul viaggio.
    110 anni dall’assassinio dell’Arciduca Francesco Ferdinando. Tema sulla Prima Guerra Mondiale. Cronologia, eventi e protagonisti.

    100 anni dalla morte di Giacomo Matteotti. Discorso e morte. Fascismo: storia, ideologia, protagonisti. Approfondimento didattico.

    75 anni dalla nascita della NATO. Cos’è la NATO, le sue funzioni, successi e sconfitte.

    60 anni dallo storico discorso di Martin Luther King. Vita e pensiero di Martin Luther King
    Biografia e battaglie e i diritti umani.

    120 anni dalla nascita di Robert Oppenheimer. Oppenheimer e il progetto Manhattan: la vera storia della bomba atomica. Storia, caratteristiche e conseguenze. La storia dell’arma più potente. Dall’inventore, ai fatti in Giappone, nelle città di Hiroshima e Nagasaki.

    Vajont: storia e conseguenze del disastro. Riassunto della tragedia.

    50 anni dalla vittoria del no al referendum abrogazionista della legge sul divorzio. Tema argomentativo sulla famiglia.

    30 anni dalla nascita dell’Unione Europea. Storia della Comunità Europea e Paesi membri.

    Anniversari artistici

    80 anni dalla morte di Munch. Urlo di Munch: analisi e significato.

    80 anni dalla morte di Mondrian. Piet Mondrian: vita e opere del fondatore del Neoplasticismo.

    60 anni dalla morte di Le Corbusier. Le Corbusier: biografia e opere. Architettura e caratteristiche.

    Anniversari scientifici

    65 anni dalla nascita della NASA. Cos’è la NASA. I suoi successi e le sue sconfitte.

    50 anni dalla morte di Piero Sraffa. Biografia e pensiero.

    Anniversari di cultura generale

    50 anni dalla morte di Pier Paolo Pasolini. Tema su Pasolini: vita, opere e pensiero dello scrittore, poeta e regista.

    Date degli esami

    Prima prova: mercoledì 19 giugno, ore 8:30 – prova di italiano comune a tutti gli indirizzi.
    Seconda prova: giovedì 20 giugno – disciplina caratterizzante il percorso di studio.

    Come si svolgerà il colloquio

    Durante il colloquio, la commissione proporrà al candidato di analizzare un testo, una foto, un quadro, un grafico o una tabella. Questo servirà a verificare la capacità di utilizzare le conoscenze acquisite e di argomentare in maniera critica e personale. Inoltre, il candidato esporrà le esperienze svolte nei percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento (PCTO) e le competenze acquisite nell’ambito dell’educazione civica.

    Valutazione finale

    La prova d’esame pesa per il 60% sul risultato finale, con ogni prova (due scritti e un orale) che vale 20 punti ciascuna. I maturandi possono accumulare fino a 40 crediti durante il triennio, basati sulla media dei voti.

    Commissari Esterni

    Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha pubblicato i nomi dei commissari esterni che faranno parte delle commissioni d’esame. Gli studenti possono utilizzare il motore di ricerca del ministero per trovare tutte le informazioni possibili sui loro commissari esterni. Bisogna collegarsi al sito: matesami.pubblica.istruzione.it. Selezionare le opzioni. Inserire la provincia, il tipo di scuola e l’indirizzo. Trovare la scuola. Comparirà l’elenco di tutte le scuole della provincia. Visualizzare le commissioni. Cliccare sulla tua scuola per vedere le commissioni e sottocommissioni d’esame. Identificare i commissari. Individuare la vostra sezione per conoscere i nomi dei commissari esterni.

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      Cronaca

      Wanna Marchi, dalla galera agli applausi in Campidoglio: «Qui osannata». Premio alla cultura o vergogna senza misura?

      «La vita è davvero strana: da una cella in galera e poi ti ritrovi in Campidoglio piena di complimenti, applausi e abbracci». Ma il consigliere Dario Nanni prende le distanze: «Se avessi saputo non avrei partecipato»

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        Se qualcuno avesse scritto questa scena vent’anni fa probabilmente sarebbe stato accusato di avere troppa fantasia: Wanna Marchi e Stefania Nobile premiate in Campidoglio nell’ambito di una manifestazione dedicata alla cultura e alle eccellenze italiane, tra applausi, complimenti e abbracci. E invece è successo davvero. Tanto che la migliore sintesi della giornata l’ha fornita proprio Wanna, con l’inconfondibile capacità di trasformare qualsiasi situazione in uno slogan: «La vita è davvero strana, da una cella in galera e poi ti ritrovi in Campidoglio osannata, piena di complimenti, di applausi e di abbracci. Il Campidoglio non è per tutti».

        Difficile darle torto almeno sulla prima parte. Perché la parabola della regina delle televendite italiane e della figlia è una di quelle che sembrano scritte apposta per far saltare i social: dalle condanne definitive e dal carcere a un riconoscimento consegnato nella prestigiosa Sala della Protomoteca del Campidoglio.

        Wanna premiata per il suo ricettario, Stefania per il libro sulla vendita

        Il riconoscimento è arrivato nell’ambito del P.I.C. – Premio Internazionale della Cultura, manifestazione privata ideata dall’editore Alessandro Gian Maria Ferri. Una precisazione importante: non si tratta di un premio assegnato da Roma Capitale o dal Campidoglio, anche se la cornice scelta per la cerimonia è proprio una delle sale più prestigiose del palazzo romano.

        A Stefania Nobile è stato assegnato un riconoscimento per “Vendere… cara la pelle”, libro nel quale racconta anche il rapporto con la madre. E lei, naturalmente, non rinuncia al marchio di famiglia: «Io sarò sempre la figlia della numero 1. Vendere non è sempre andare in giro. È vendersi».

        Wanna è stata invece premiata per il ricettario pubblicato nel 2026, “La verità è che io cucino così. Qui non si pesa niente: l’unica misura è l’amore”. Dopo creme dimagranti, televendite e urla diventate pezzi di storia della tv commerciale, dunque, la Marchi conquista anche il territorio della cucina.

        «Se avessi saputo che c’erano loro non avrei partecipato»

        A rendere la storia ancora più saporita arriva però il caso politico-istituzionale. Alla cerimonia era presente anche Dario Nanni, consigliere comunale e presidente della commissione Giubileo, chiamato per un saluto istituzionale.

        Quando scoppia la polemica, Nanni prende immediatamente le distanze: «Io non sapevo che c’erano Wanna Marchi e la figlia. Se avessi saputo non avrei partecipato».

        E rincara: «Loro sono persone lontane anni luce dalla mia visione di vita e dalle mie idee politiche. Quando hanno parlato loro non c’ero, sono stato chiamato dagli organizzatori per un generico saluto istituzionale».

        Ed ecco inevitabilmente la domanda: chi sapeva che Wanna e Stefania sarebbero state premiate quando la sala è stata concessa per l’evento? Perché il premio era privato, certo, ma la fotografia delle due con il riconoscimento in mano dentro il Campidoglio ha inevitabilmente un peso simbolico molto diverso da quello che avrebbe avuto in una normale sala per eventi.

        Dal carcere al Campidoglio: una storia che sembra scritta da Wanna

        A rendere inevitabili le polemiche c’è naturalmente il passato delle due. Nel 2009 la Cassazione rese definitive le condanne a 9 anni e 6 mesi per Wanna Marchi e 9 anni e 4 mesi per Stefania Nobile nella vicenda che travolse il loro impero televisivo e commerciale.

        Nobile è inoltre tornata nelle cronache giudiziarie per la vicenda della Gintoneria di Milano e nell’ottobre 2025 ha ricevuto una condanna a tre anni.

        Ed è proprio mettendo una accanto all’altra queste immagini che la storia diventa irresistibile: Wanna che urla nelle televendite, Wanna condannata, Wanna in carcere e infine Wanna premiata in Campidoglio per un libro di cucina.

        Questa volta non serve nemmeno cercare una battuta per chiudere. Ci ha già pensato lei: «Da una cella in galera e poi ti ritrovi in Campidoglio osannata».

        Per una volta, Wanna Marchi non stava vendendo niente. Eppure lo slogan era perfetto.

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          Cronaca Nera

          Garlasco, la rabbia di Stasi dopo la scoperta sul Dna: «Ora si assumano le loro responsabilità». E la revisione si avvicina

          I nuovi accertamenti confermano l’esistenza di due corse elettroforetiche negative sul campione prelevato dai pedali. La difesa prepara la richiesta di revisione della condanna a 16 anni

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            «Spero che si assumano le loro responsabilità». Alberto Stasi rompe il silenzio con poche parole, ma pesantissime, dopo l’ultimo colpo di scena nelle nuove indagini sul delitto di Garlasco. Al centro torna ancora una volta la bicicletta Umberto Dei. E soprattutto quel Dna attribuito nel 2007 a Chiara Poggi sui pedali, elemento che ebbe un peso nel lungo percorso giudiziario concluso con la condanna definitiva dell’ex fidanzato a 16 anni di carcere. Ora emerge un particolare clamoroso: il giorno successivo all’analisi positiva, i laboratori eseguirono due controanalisi sullo stesso campione ed entrambe diedero esito negativo.

            Secondo quanto ricostruito nelle nuove indagini, quelle due corse elettroforetiche non compaiono negli atti del procedimento e del processo contro Stasi. Questo non cancella automaticamente la condanna, che resta in vigore. Ma apre un nuovo fronte che la difesa considera decisivo e che potrebbe portare a una nuova richiesta di revisione.

            Il giallo dei pedali: un risultato positivo e poi due test negativi

            La cronologia rende la vicenda ancora più pesante. Il 19 settembre 2007 gli esami sul campione prelevato dai pedali indicarono un profilo attribuito a Chiara Poggi. Il 20 settembre, sul medesimo campione, i tecnici effettuarono altre due corse elettroforetiche. Entrambe diedero risultato negativo.

            I consulenti della difesa Ugo Ricci e Pasquale Linarello hanno individuato le due controanalisi esaminando i «raw data», cioè i dati grezzi delle analisi. Anche i consulenti incaricati dai pm, Carlo Previderè e Pierangela Grignani, hanno poi riscontrato l’esistenza delle due corse negative. Secondo le nuove valutazioni, quella discordanza avrebbe meritato ulteriori approfondimenti già nel 2007.

            È proprio su questo punto che gli avvocati Giada Bocellari e Antonio De Rensis concentrano adesso la loro battaglia. La difesa vuole capire perché quelle due controanalisi non entrarono nel processo e quale peso avrebbero potuto avere sulla posizione dell’allora fidanzato di Chiara.

            Stasi affida il proprio stato d’animo a una frase durissima: «Spero che si assumano le loro responsabilità». Dietro quelle poche parole ci sono diciannove anni di vicenda giudiziaria e una condanna definitiva che lo ha portato in carcere.

            Stasi prepara la nuova battaglia per la revisione

            Ora la difesa guarda alla revisione della sentenza. I suoi legali preparano l’istanza e potrebbero utilizzare proprio il materiale appena emerso come uno degli elementi centrali della richiesta. La parola passerà comunque ai giudici, che dovranno stabilire se le nuove risultanze possano incidere sulla condanna definitiva.

            Esiste anche un’altra possibilità. La procuratrice generale Francesca Nanni potrebbe investire della questione la Corte d’Appello di Brescia. Al momento, però, non risulta una richiesta della Procura di Pavia in questa direzione. La Procura tiene comunque informata la procuratrice generale sugli elementi che possono avere rilievo.

            Per Stasi, dunque, la partita giudiziaria potrebbe riaprirsi ancora una volta. Questa volta al centro non ci sono nuove interpretazioni di vecchi indizi, ma dati di laboratorio che risalgono direttamente al 2007.

            Garlasco, due fronti aperti diciannove anni dopo

            Intanto corre anche l’altra grande partita giudiziaria sul delitto di Chiara Poggi. La Procura di Pavia ha chiuso nuovamente le indagini nei confronti di Andrea Sempio, indagato per l’omicidio. I pm potrebbero ora chiedere il suo rinvio a giudizio. Sempio resta naturalmente innocente fino a un’eventuale condanna definitiva.

            Il caso Garlasco si ritrova così davanti a uno scenario che soltanto pochi anni fa sembrava impensabile. Da una parte una nuova indagine sull’omicidio, dall’altra Alberto Stasi che prepara l’ennesima battaglia contro la condanna che sta scontando.

            E stavolta la domanda arriva direttamente dai laboratori del 2007: perché due controanalisi negative sul Dna dei pedali non entrarono negli atti del processo? È proprio da questa risposta che potrebbe partire il prossimo terremoto giudiziario di Garlasco.

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              Cronaca Nera

              Ricina, il «patto scellerato» e quella borraccia con i granuli scuri: Bruzzone vede la svolta nel giallo di Pietracatella

              Il mistero sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita potrebbe avvicinarsi a un passaggio decisivo. Per Roberta Bruzzone dietro l’avvelenamento potrebbero esserci almeno due persone, una incaricata di preparare la tossina e l’altra di metterla nel cibo. E adesso spunta un nuovo particolare: una borraccia con misteriosi «granuli scuri».

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              Ricina a Pietracatella

                Un patto tra due persone. Una prepara la ricina, l’altra la mette nel cibo. Poi entrambe devono custodire lo stesso terribile segreto senza tradirsi, senza contraddirsi e senza lasciare emergere una parola di troppo. È questo lo scenario che Roberta Bruzzone immagina dietro la morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita nel giallo di Pietracatella. E proprio la presenza di un possibile complice, secondo la criminologa, potrebbe diventare il punto debole di chi ha agito.

                Perché quando un segreto criminale appartiene a due persone diventa molto più fragile. Bisogna raccontare la stessa storia, ricordare gli stessi particolari, spiegare gli stessi spostamenti e soprattutto resistere alla pressione degli investigatori, che nel frattempo ascoltano, confrontano e cercano la crepa capace di far saltare tutto.

                Ed è qui che il caso potrebbe avvicinarsi alla svolta.

                A rendere il quadro ancora più inquietante arriva inoltre un particolare emerso dall’abitazione di Pietracatella: una borraccia che conterrebbe alcuni «granuli scuri». Non sappiamo ancora che cosa siano né se abbiano un legame con la ricina, ma gli accertamenti dovranno chiarirlo. In un’inchiesta nella quale gli investigatori cercano di ricostruire dove sia stata preparata una delle tossine più pericolose al mondo, inevitabilmente quel contenitore attira l’attenzione.

                Bruzzone e il «patto scellerato»: «Uno prepara la tossina, l’altro la veicola»

                L’analisi di Roberta Bruzzone, intervenuta a La Vita in Diretta, parte da un punto fondamentale: se gli investigatori riuscissero a individuare il luogo nel quale qualcuno ha estratto o preparato la ricina, potrebbero restringere rapidamente il numero delle persone che avevano accesso a quell’ambiente.

                Ed è a quel punto che, secondo la criminologa, «il passo è molto breve».

                Ma Bruzzone va oltre e introduce l’ipotesi più pesante: dietro l’avvelenamento potrebbero esserci almeno due persone.

                Una avrebbe avuto il compito di preparare la sostanza, l’altra quello di farla arrivare alle vittime attraverso il cibo. «Uno ha sintetizzato la tossina, l’altro l’ha veicolata», è in sostanza lo scenario delineato dalla criminologa, che parla di un possibile «patto scellerato».

                Naturalmente siamo ancora nel campo delle ipotesi e non davanti a una ricostruzione giudiziaria accertata. Ma se questa pista trovasse riscontri, cambierebbe anche il modo di leggere molti elementi dell’inchiesta.

                Perché a quel punto non bisognerebbe più trovare soltanto chi poteva conoscere la ricina e prepararla. Bisognerebbe individuare anche chi aveva la possibilità concreta di raggiungere il cibo di Antonella e Sara senza destare sospetti.

                Chi poteva mettere la ricina nel cibo?

                È probabilmente una delle domande più inquietanti dell’intera vicenda. Preparare una sostanza tossica e utilizzarla sono infatti due momenti differenti e non necessariamente devono avere come protagonista la stessa persona.

                Se davvero esistesse la divisione dei compiti ipotizzata da Bruzzone, qualcuno potrebbe aver posseduto le conoscenze necessarie per occuparsi della ricina, mentre qualcun altro avrebbe avuto una posizione molto più favorevole per avvicinarsi alle vittime e contaminare ciò che avrebbero mangiato.

                Ed è proprio questa eventuale separazione dei ruoli che potrebbe spiegare perché gli investigatori stiano lavorando così intensamente su ascolti, movimenti e possibili contraddizioni.

                Bruzzone individua infatti il tallone d’Achille di un eventuale accordo criminale: più persone conoscono la verità, più diventa difficile impedirle di emergere.

                Basta una telefonata incompatibile con quanto dichiarato, un orario che non coincide, una spiegazione differente su un determinato episodio oppure una conoscenza che qualcuno non avrebbe dovuto possedere. Non occorre necessariamente che uno dei protagonisti crolli e confessi tutto. Talvolta basta che due racconti smettano di combaciare.

                La borraccia con i «granuli scuri» trovata nell’abitazione

                Poi c’è quella borraccia.

                Nell’abitazione di Pietracatella gli investigatori avrebbero trovato un contenitore con alcuni «granuli scuri». Per ora sarebbe azzardato attribuire a quel materiale un significato preciso: occorrono gli esami scientifici e soltanto quelli potranno stabilire di che cosa si tratti.

                Ma il particolare non può passare inosservato.

                La ricina deriva dai semi del ricino e l’indagine deve necessariamente ricostruire tutti i passaggi che precedono l’avvelenamento: chi poteva procurarsi il materiale, chi possedeva le conoscenze per lavorarlo, dove avrebbe potuto farlo e che cosa sia accaduto successivamente alla sostanza ottenuta.

                Per questo la natura di quei granuli diventa una delle risposte più attese. Potrebbero non avere alcuna relazione con la morte delle due donne oppure potrebbero acquisire un significato completamente diverso dopo gli accertamenti. Fino ai risultati, ogni conclusione sarebbe prematura.

                Ma quella borraccia adesso esiste dentro il grande puzzle di Pietracatella e gli investigatori dovranno capire dove collocarla.

                Gli ascolti e la trappola delle contraddizioni

                Se davvero dietro l’avvelenamento ci fossero due persone, l’arma più potente degli investigatori potrebbe essere il tempo. Chi custodisce un segreto insieme a qualcun altro deve mantenere coerente la propria versione giorno dopo giorno, mentre dall’altra parte chi indaga accumula informazioni.

                Secondo Bruzzone, la strategia potrebbe puntare proprio a «farli andare in contraddizione».

                Gli investigatori possono confrontare conversazioni, dichiarazioni, rapporti personali, spostamenti e conoscenze. Possono verificare chi sapesse determinate cose prima che diventassero pubbliche e chi avesse accesso ai luoghi che interessano l’inchiesta.

                E soprattutto possono ricostruire la catena della ricina al contrario: partire dalle vittime e risalire fino alla sostanza, quindi al luogo della preparazione e infine a chi poteva trovarsi lì.

                Chi ha preparato la ricina? La risposta potrebbe portare molto vicino alla verità

                La domanda decisiva diventa allora semplicissima: dove è stata preparata la ricina?

                Se gli investigatori riuscissero a dare una risposta certa, potrebbero verificare chi frequentava quel luogo, chi poteva entrarvi liberamente e chi possedeva conoscenze sufficienti per lavorare una sostanza così pericolosa.

                Da lì, come sostiene Bruzzone, il passo successivo potrebbe diventare molto più breve.

                Poi rimarrebbe l’altra metà del mistero: chi l’ha messa nel cibo?

                Perché se l’ipotesi del «patto scellerato» fosse corretta, il giallo di Pietracatella avrebbe due protagonisti legati dallo stesso segreto. Uno avrebbe avuto tra le mani la tossina, l’altro avrebbe avuto la possibilità di portarla fino ad Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita.

                E adesso, mentre gli investigatori ascoltano e cercano contraddizioni, c’è anche una borraccia con dei misteriosi granuli scuri che aspetta di raccontare che cosa conteneva davvero.

                Potrebbe non significare nulla. Oppure potrebbe essere uno dei tasselli che mancavano.

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