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Italia

Terremoto di magnitudo 5.0 in provincia di Cosenza. Panico tra la popolazione

Una scossa di terremoto di magnitudo 5.0 è stata registrata nella provincia di Cosenza, con epicentro a Pietrapaola. La terra ha tremato fino a Puglia e Sicilia, causando un’ondata di paura tra i cittadini che sono corsi in strada. Al momento non si registrano danni gravi, ma la situazione resta monitorata.

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    Un potente terremoto di magnitudo 5.0 ha colpito la provincia di Cosenza, scuotendo violentemente il suolo e provocando il panico tra la popolazione. La scossa, avvenuta a circa 3 chilometri dal piccolo paese di Pietrapaola, è stata registrata a una profondità di 21 chilometri, secondo i dati forniti dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV).

    Il sisma è stato avvertito chiaramente non solo in Calabria, ma anche in regioni vicine come la Puglia e la Sicilia, ampliando il raggio della preoccupazione e del terrore. La popolazione locale ha vissuto momenti di forte paura, con molti che si sono precipitati fuori dalle loro abitazioni, cercando rifugio in strada per sfuggire a possibili crolli o danni strutturali.

    Nella cittadina di Pietrapaola, l’epicentro del terremoto, la scossa è stata particolarmente intensa. Le testimonianze raccontano di case che tremavano, mobili che si spostavano e oggetti che cadevano dagli scaffali. Le persone, svegliate dal boato e dalle vibrazioni, si sono riversate in strada in preda al panico. “È stato terribile, ho pensato che la casa ci sarebbe crollata addosso,” ha dichiarato un residente.

    In altre zone della Calabria, così come in Puglia e Sicilia, il terremoto è stato percepito distintamente. Molti cittadini hanno segnalato di aver avvertito il suolo tremare e si sono immediatamente preoccupati per la propria sicurezza e quella dei propri cari. I social media sono stati inondati di messaggi di persone spaventate che cercavano informazioni e rassicurazioni.

    Nonostante l’intensità del terremoto e il forte impatto emotivo sulla popolazione, fortunatamente, al momento non si hanno notizie di danni significativi a persone o cose. Le autorità locali e i vigili del fuoco sono comunque in allerta, pronti a intervenire in caso di necessità. Squadre di tecnici stanno effettuando sopralluoghi per verificare la stabilità degli edifici e assicurarsi che non vi siano rischi immediati per i residenti.

    Il terremoto ha riportato alla mente eventi sismici passati e ha sottolineato l’importanza della prevenzione e della preparazione in una regione sismicamente attiva come l’Italia. Le autorità stanno esortando la popolazione a mantenere la calma e a seguire le indicazioni di sicurezza, preparandosi a possibili ulteriori scosse di assestamento.

    La situazione resta in evoluzione e le autorità continueranno a monitorare attentamente l’area colpita, fornendo aggiornamenti costanti per garantire la sicurezza dei cittadini.

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      Italia

      Parmigiano Reggiano più caro per i buongustai americani dopo l’aumento dei dazi decisi da Trump

      In una sola notte il costo è passato da 15 a 44 euro al kg. Cosa succede ai prezzi tra la food valley italiana e New York (e come incideranno i dazi).

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        Anche questo era prevedibile. Dopo i dazi imposti da Trump un alimento come il Parmigiano Reggiano per i consumatori americani diventerà proibitivo. O quasi. Il simbolo dell’eccellenza gastronomica italiana, si trova al centro di una sfida commerciale. Con l’introduzione di nuovi dazi da parte del governo americano, il prezzo di questo formaggio pregiato ha già subito un’impennata, trasformandolo in un lusso destinato alle tavole degli americani più ricchi e benestanti.

        Dal caseificio al Grand Central Market di Manhattan: un viaggio costosissimo…

        Una forma di Parmigiano Reggiano stagionato 24 mesi parte dall’Italia con un costo di circa 15 euro al chilogrammo. Tuttavia, una volta giunto sugli scaffali di New York o Los Angeles, il prezzo supera i 44 euro al chilogrammo. Ed è destinato a crescere ancora. Questo aumento è il risultato di una complessa catena di cost nella quale i nuovi dazi c’entrano ma non sono la principale causa. Oltre i dazi pesa la logistica, il confezionamento e la conseguente distribuzione. I dazi attuali del 15% già incidono significativamente, ma con l’introduzione di ulteriori tariffe del 25%, il prezzo potrebbe salire a circa 55 euro al chilogrammo.

        Buongiorno vorrei una scaglia di Parmigiano Reggiano

        Nonostante l’aumento dei prezzi, il Parmigiano Reggiano mantiene una posizione di rilievo nel mercato americano, rappresentando il 7% del segmento dei formaggi duri. Gli americani che scelgono questo prodotto lo fanno per la sua qualità ineguagliabile, accettando di pagare un prezzo doppio rispetto ai formaggi locali. Tuttavia, il Consorzio Parmigiano Reggiano esprime preoccupazione per il rischio di un’espansione del fenomeno dell’Italian Sounding, che potrebbe danneggiare ulteriormente il Made in Italy.

        Crescerà l’inflazione, caleranno i consumi e l’economia americana andrà in recessione…?

        Certo il Parmigiano Reggiano è solo un esempio. Ma l’economia non è una opionione. Mentre i produttori italiani sperano in una soluzione negoziale, il mercato americano continua a rappresentare una sfida e un’opportunità. Il Parmigiano Reggiano, con la sua qualità e tradizione, rimane un simbolo di eccellenza, ma il suo futuro dipenderà dalla capacità di superare le barriere commerciali e di mantenere la fiducia dei consumatori.

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          Italia

          Olimpiadi Cortina 2026. Prezzi pazzi per affitti, immobili, spesa e ristoranti

          A poco meno di un anno i prezzi a Cortina e Milano crescono vertiginosamente. Si avvicina una Olimpiade per pochi ricchi?

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            Non facciamo gli ipocriti, era prevedibile. Con l’avvicinarsi delle Olimpiadi Invernali di Cortina 2026, l’iconica località dolomitica sta vivendo un vero e proprio boom immobiliare. Ma non solo. I prezzi di affitto e vendita hanno raggiunto livelli record, trasformando le case in un lusso riservato a pochi. Ma anche ristoratori, commercianti si stanno attrezzando per tempo.

            Affitti da capogiro. Olimpiadi per pochi privilegiati

            La domanda di appartamenti a Cortina ha portato gli affitti a toccare cifre astronomiche. Durante i 17 giorni di gare olimpiche, gli 80 metri quadrati in centro sono offerti a ben 51 mila euro. Una cifra che rende necessario un robusto conto in banca per chi desidera vivere l’esperienza olimpica senza rinunciare al comfort. Più lontano dal centro i prezzi calano, ma restano comunque elevati: 25 mila euro per un appartamento da 100 metri quadrati o 7.700 euro a 22 chilometri dal cuore di Cortina. Cosa da pazzi…

            Mercato immobiliare alle stelle

            Non solo gli affitti ad aumentare i prezzi. Anche i prezzi di vendita degli immobili hanno raggiunto vette impressionanti. Nel centro di Cortina, è difficile trovare un metro quadrato a meno di 18 mila euro, avvicinandosi ai costi delle zone di lusso di Milano. Questo trend, se da un lato sta attirando investitori, dall’altro scoraggia chi sperava di accedere al mercato immobiliare della zona.

            Un’occasione di rilancio

            Le Olimpiadi rappresentano non solo una sfida, ma anche una grande opportunità di trasformazione per la “Regina delle Dolomiti“. Numerosi hotel storici stanno rinascendo grazie agli investimenti di grandi gruppi internazionali, e la viabilità della città sta subendo un importante rinnovamento. Tuttavia, il costo di questi miglioramenti si riflette direttamente sui prezzi immobiliari, alimentando un mercato sempre più elitario.

            E dopo i Giochi? Cortina diventerà ancora più esclusiva…

            L’eredità olimpica di Cortina rimane una grande incognita. Se i turisti stranieri, attratti dalla bellezza delle Dolomiti, continueranno a rappresentare la maggioranza, gli italiani potrebbero trovare sempre più difficile permettersi una vacanza o una casa in questa località. E con il cambiamento climatico che riduce le nevicate in inverno, il turismo estivo potrebbe diventare il vero punto di forza della Cortina del futuro.

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              Italia

              Il Premier Meloni non gradisce John Lennon: non c’è da stupirsi…

              Quando si cerca di evangelizzare le folle con un mantra fatto di “Dio, Patria e Famiglia”, è chiaro che una canzone che sogna un mondo senza confini suoni come una minaccia. Giorgia Meloni stronca “Imagine” di John Lennon, Serena Dandini la commenta con ironia e noi – il popolino – ci godiamo lo spettacolo.

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                Era il lontano 2020 quando Giorgia Meloni, allora leader dell’opposizione, decideva di far sapere al mondo che Imagine di John Lennon non la emozionava affatto. E non per questioni musicali, no. Il problema era semmai il testo: troppo globalista, troppo utopistico, troppo… senza confini! Insomma, roba da radical chic con la chitarra, gli zoccoli di legno e il berretto di lana in estate. “È l’inno dell’omologazione mondialista!”, tuonava la futura premier. Mentre probabilmente un fan dei Beatles, in qualche parte del mondo, in quel preciso momento soffocava dignitosamente un singhiozzo.

                Serena Dandini: “Ma davvero vi sorprende?”

                A ripescare questa perla ci ha pensato Serena Dandini che, con il suo consueto sarcasmo, ha commentato: “Non mi meraviglia che non le piaccia questa canzone”. Eh già, perché davvero qualcuno si aspettava che una figura politica che fa del nazionalismo il proprio cavallo di battaglia potesse apprezzare un testo che immagina un mondo senza barriere, senza religione, senza divisioni? Ma che, scherziamo? D’altronde si sa che Dio, Patria e Famiglia battono sempre Pace, Amore e Fratellanza…

                Il pezzo in questione

                Pubblicato l’11 ottobre 1971 come estratto dall’album omonimo, si tratta del brano più celebre e rappresentativo dell’artista fra quelli realizzati durante la sua carriera da solista, dopo la fantastica epopea Beatles. Co-prodotto con la moglie Yōko Ono insieme al produttore discografico Phil Spector, Imagine venne inciso nello studio casalingo di Lennon a Tittenhurst Park. Nonostante originariamente fosse accreditato ufficialmente al solo Lennon, poco tempo prima del suo assassinio il cantante riconobbe il contributo basilare della Ono come ispiratrice del concetto dietro a Imagine. Ammettendo che all’epoca non si era sentito ancora così maturo da inserire anche il suo nome fra gli autori. Si stima che il 45 giri (nelle due edizioni del 1971 e 1975 con al lato B rispettivamente It’s So Hard e Working Class Hero), abbia venduto oltre 1,6 milioni di copie nel solo Regno Unito. Nel 1985, una zona del Central Park di New York è stata dedicata a Lennon con il nome Strawberry Fields Memorial, dove si può ammirare un mosaico permanente con la scritta “Imagine”.

                Il mosaico a Central Park, a pochi passi dall’abitazione newyorkese dei Lennon, il Dakota Building

                Lennon Si Rivolta Nella Tomba

                John Lennon, dal suo mondo senza confini (o almeno speriamo per lui…), probabilmente sta osservando la situazione con un mix di disappunto ed ironico divertimento. Del resto, Imagine non è mai stato un brano neutro: o lo si ama o lo si odia. E se la premier lo boccia, forse significa che il buon John aveva ragione. Ma c’è da dire che, se ci guardiamo intorno, forse il problema non è la canzone in se stessa, ma semmai la realtà che la circonda. E chissà, magari un giorno ci sarà un leader che invece di abbattere le utopie, proverà a renderle realtà.

                E, come si dice in stile social… condividi questo articolo se anche tu canti Imagine sotto la doccia! invece, se sei tra quelli che “no confini, no party”… tranquillo/a, c’è sempre My Way di Frank Sinatra.

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