Cronaca

Rosa e Olindo in Cassazione, i Castagna contro il “circo mediatico”: “Pagliacci e domatori sono tornati”

Mentre la difesa dei coniugi tenta l’ultima carta contro il no alla revisione, diventa definitiva la condanna di Marzouk per diffamazione ai danni della famiglia Castagna. Giuseppe Castagna: “Troppi interessi dietro a chi nega l’evidenza”

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    Un altro giorno di tensione nel lungo e intricato dossier della strage di Erba. Rosa Bazzi e Olindo Romano si presenteranno questa mattina davanti alla quinta sezione della Cassazione per tentare, ancora una volta, la strada della revisione del processo che li ha condannati all’ergastolo per l’omicidio di Raffaella Castagna, Youssef Marzouk, Paola Galli e Valeria Cherubini, avvenuto l’11 dicembre 2006.

    I legali della coppia, Fabio Schembri, Nico D’Ascola, Luisa Bordeaux e Patrizia Morello, puntano a contestare la decisione della Corte d’Appello di Brescia, che aveva ritenuto “ininfluenti” quelle che la difesa ritiene essere “nuove prove” capaci di riaprire il caso. A sostenere l’impostazione dei difensori anche l’ex sostituto procuratore generale di Milano, Cuno Tarfusser, che mesi fa si era espresso in favore di un nuovo processo.

    Ma l’udienza di oggi arriva subito dopo un altro pronunciamento della Cassazione. I supremi giudici hanno infatti dichiarato inammissibile il ricorso presentato da Azouz Marzouk contro la condanna per diffamazione aggravata nei confronti di Giuseppe e Pietro Castagna, fratelli di Raffaella. Marzouk, che in un’intervista del 2019 aveva lasciato intendere che la strage potesse avere legami con questioni ereditarie, è stato condannato in via definitiva a due anni e mezzo di carcere, senza sospensione condizionale. Nelle motivazioni si parla di una “condotta particolarmente grave”, inserita in un clima di “disinformazione” che ha alimentato il filone revisionista.

    Giuseppe Castagna, raggiunto dall’Adnkronos, non ha nascosto l’amarezza per un circo mediatico che sembra non esaurirsi mai: “Siamo certi che la Cassazione confermerà il no alla revisione, ma siamo altrettanto certi che domani si riaprirà il solito teatrino. I pagliacci e i domatori torneranno, c’è chi ha troppi interessi nel negare l’evidenza di una sentenza definitiva”.

    Per i fratelli Castagna, la ferita è ancora aperta: “Sopravviviamo a tutto questo, ma ogni volta che si rimette in discussione ciò che è stato accertato, è come se riaprissimo la porta dell’orrore”.

    La decisione della Cassazione sulla richiesta di revisione è attesa entro le prossime ore.

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