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Storie vere

Compro tutta la vetrina! Acquista 200 libri e spende10mila euro alla Hoepli di Milano

Milano, la vetrina della libreria Hoepli svuotata dal cliente misterioso: 200 libri comprati per 10 mila euro. “Scusate: abbiamo venduto tutto”.

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    Certo che solo a Milano possono accadere certe cose. Un misterioso cliente compra tutti i libri esposti nella vetrina della centralissima e molto frequentata libreria Hoepli a due passi da Piazza Duomo. Un acquisto da 10.000 euro che ha lascia la vetrina vuota.

    Troppo bella me la porto a casa

    In un pomeriggio assolato di agosto nel cuore di una Milano semideserta, è accaduto questo episodio singolare che ha sorpreso un po’ tutti. Dai dipendenti della storica libreria ai passanti sotto i portici, agli acquirenti che in quel momento affollavano il locale. Alle 17:30, un uomo distinto ha acquistato l’intera vetrina della libreria, spendendo circa 10.000 euro per un totale di oltre 200 libri. Matteo Hoepli, presente durante l’acquisto, racconta: “È stato un evento eccezionale. L’idea che qualcuno potesse trovare una vetrina così bella da volerla comprare per intero è geniale“.

    Una vendita fuori dal comune

    Il cliente, affabile ma misterioso, si è rivolto direttamente alla cassiera, chiedendo di acquistare tutti i volumi esposti. Inizialmente perplessi, i librai hanno iniziato a svuotare la vetrina, impiegando circa un’ora per impacchettare i libri in borse di tela, nonostante avessero offerto scatoloni più comodi per il trasporto. L’uomo, aiutato da un’assistente, ha poi chiamato un taxi per portare i libri nella sua abitazione in centro a Milano.

    Alla Hoepli libri di ogni genere, dai più costosi ai più economici

    La vetrina in questione conteneva una selezione eterogenea, dai saggi di attualità e storia ai volumi di arte e fotografia. Tra i più costosi c’erano opere come “Bruce Springsteen, Lynn Goldsmith–Limited Edition” di Taschen, dal valore di 600 euro, e il catalogo “Carol Rama” di Skira, che costa 350 euro. Altri titoli variavano da opere di lusso come “Bulgari–Beyond time” e “Valentino“, fino a libri più accessibili come “Un eroe borghese” di Corrado Stajano, da 12 euro.

    Un cliente generoso e una vetrina vuota come segno di festa

    Sorprendente non è stata solo la dimensione dell’acquisto, ma anche il fatto che il cliente non abbia chiesto alcuno sconto, pagando l’intero importo con carta di credito. “È stato un segnale positivo per il mondo della cultura e per le librerie”, ha sottolineato la direttrice Manuela Stefanelli.

    Scusate, abbiamo venduto tutto

    In segno di celebrazione, la libreria, a parte festeggiare l’extra incasso giornaliero, ha deciso di lasciare la vetrina vuota, accompagnata da un cartello con la scritta: “Scusate, abbiamo venduto tutto“, un modo per immortalare l’evento eccezionale.

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      Storie vere

      Scarpini, fede e fuorigioco: la nazionale di calcio delle suore sogna un mondiale in Vaticano

      Le Sister Football Team scendono in campo in pantaloncini e capo scoperto per evangelizzare con il pallone. Suor Francesca: “Il calcio mi ha insegnato l’obbedienza. Oggi sogno di giocare davanti al Papa guarito”

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        Dal convento al campo, senza mai smettere di sorridere. Con le ginocchiere al posto del rosario e il Vangelo nel cuore, le Sister Football Team sono la prima Nazionale di calcio femminile composta interamente da religiose. E non è uno scherzo. Con pantaloncini, maglietta e niente velo, queste suore entrano in campo per beneficenza, ma anche per evangelizzare. E, perché no, per vincere. Il loro sogno? Un mondiale tutto al femminile, con suore da ogni parte del mondo, giocato in Vaticano davanti al Papa ristabilito.

        Un’idea che oggi ha il volto sorridente di suor Francesca Avanzo, 40 anni, religiosa agostiniana di San Giovanni Valdarno, insegnante di religione e attaccante sulla fascia. Una che di pallone se ne intende. “Ho cominciato da piccola, giocando coi maschi a Rovigo, dove sono nata. A dodici anni ero già in una squadra femminile. Mi chiamavano ‘Chica’, ero un maschiaccio, lo sport era la mia passione. Ma il calcio… il calcio era un richiamo irresistibile”.

        La nazionale è affiliata alla Lazio e la sua prima presidente è stata suor Paola, volto amatissimo della tv e tifosa sfegatata, scomparsa pochi giorni fa. “È stata la prima a portare le suore nel mondo del calcio – racconta suor Francesca – sfidando i pregiudizi della Chiesa e anche della sua superiora. Un esempio di libertà e coraggio che oggi ci guida come una capitana invisibile”.

        In panchina siede Moreno Buccianti, ex calciatore e già allenatore della celebre “Seleçao” dei sacerdoti. A benedire l’iniziativa c’è una lettera di incoraggiamento del Papa in persona, che per le sorelle è ormai una reliquia motivazionale.

        Ma com’è giocare da suora in un mondo che ancora fatica a immaginare le religiose fuori dall’oratorio?

        Mai avuto paura delle critiche. Ho consacrato la vita al Signore, non serve un abito per dimostrarlo. E poi, ho ricevuto subito il via libera dalla mia superiora: ha capito che oggi anche il messaggio di Cristo può passare dagli scarpini”.

        Suor Francesca gioca esterno d’attacco, non si sente Messi né Ronaldo, ma ha un idolo: “Barbara Bonansea, della Juve e della Nazionale. Mi piacerebbe saper tirare come lei. Il calcio maschile invece mi ha un po’ nauseato: tra genitori che si prendono a botte alle partite dei figli e stipendi miliardari, è diventato un mondo poco etico”.

        Le Sister Football Team giocano sul serio. “Sì, partecipiamo per vincere. Siamo competitive. Suor Emilia, per esempio, giocava nella Nazionale romena prima della vocazione. E il nostro ultimo successo è freschissimo: il 23 marzo a Bologna abbiamo vinto 3 a 1, per beneficenza”.

        E il calcio, spiega, è uno strumento potente anche per evangelizzare: “Ai bambini parlo di Gesù con le metafore del campo: spirito di gruppo, panchina, sacrificio. È un linguaggio che capiscono”.

        La consacrazione, racconta, le è sembrata una naturale prosecuzione delle regole di spogliatoio. “Obbedienza, ascolto, spirito di squadra: se giochi a calcio, entri più facilmente in convento. È come se lo avessi sempre fatto”.

        Alla domanda se si sente pronta a giocare per il Papa, suor Francesca non esita. “L’ho incontrato due volte. Ci ha benedette e incoraggiate. Se venisse a vederci, sarebbe il nostro mondiale personale”.

        La palla è rotonda, anche per chi ha preso i voti. E in fondo, dice suor Francesca, “non importa se il campo è un prato o il mondo intero: l’importante è continuare a correre verso il bene”.

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          Mi sposo! Anzi no, ci ho ripensato e pago tutte le spese

          Carlo, mancato sposo, decide di affrontare le conseguenze dell’annullamento delle nozze con dignità. Si assume il compito di rimborsare amici, parenti e fornitori, mettendosi in gioco finanziariamente.

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            Ma scusa hai inviato le partecipazioni, prenotato la chiesa, deciso il menù, indicato una lista nozze per i regali, acquistato abiti da matrimonio, prenotato fiori e magari anche la limusine. E poi che fai? Mandi tutto all’aria? “Lo sposo è impazzito oppure ha bevuto…” cantava Francesco De Gregori nel suo pezzo Alice. A sei giorni dalla celebrazione delle nozze…

            Ripago tutto io…

            E’ successo proprio così. Due nomi di comodo Carlo e Sara avevano deciso di convolare a nozze ma poi ci hanno ripensato. Ma non sei mesi prima ma solo sei giorni prima della data fissata per l’evento. E quindi? Quindi il mancato sposo ha deciso di farsi carico di ripagare tutte le spese. Annullare quello che era possibile, come la festa e i fiori, è stato relativamente semplice, nonostante le penali da pagare. Ma restituire i regali già consegnati a casa si è rivelato un incubo. Il pensiero di riconsegnare frigoriferi o televisori con impianto dolby surround era impraticabile.

            Uno sposo di carattere

            Da persona seria qual é, Carlo ha scelto di rimborsare amici e parenti per le spese sostenute. Anche a costo di indebitarsi per decine di migliaia di euro, come ha fatto. Il giorno delle nozze, non essendo riuscito a raggiungere tutti gli invitati, si è presentato in chiesa. Lì imbarazzato davanti a tutti gli invitati vestiti di tutto punto, ha spiegato di persona che cosa era successo. Anhe se tutti hanno pensato che fosse uno scherzo.

            Oggi, Carlo guarda a quegli anni con un senso di serenità

            Quella decisione gli ha permesso di lasciare la casa dei genitori e di iniziare una vita da scapolo in un grande appartamento, diventato un punto di ritrovo per amici e compagni. La mancata sposa è rimasta una sua cara amica e, ironia della sorte, è diventata amica della sua attuale moglie. Ripensando a quel momento, Carlo è convinto che sia stata la scelta giusta per entrambi.

            Ma cos’era successo?

            Sara aveva iniziato a sentire il peso della relazione e, nonostante il dolore, ha confessato a Marco che non si sentiva pronta a fare quel passo. Marco, pur col cuore spezzato, ha accolto le sue parole con maturità e rispetto. I due hanno annullato tutto, ma senza tensioni. Marco ha rimborsato i fornitori senza cercare vendetta, mentre Sara ha mantenuto i rapporti con la famiglia di Marco. Oggi sembrano entrambi felici, Marco ha trovato una nuova compagna, e Sara è tornata a studiare, trovando nuovi stimoli nella sua carriera.

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              Storie vere

              Quell’affare che affare non è anche se sembra vero, parola di Facebook

              Facebook e Facebook Marketplace sono utili per trovare occasioni, ma purtroppo sono anche terreno fertile per i truffatori. Ecco come riconoscere le truffe più comuni e proteggersi.

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                Se qualcosa sembra troppo bello per essere vero, probabilmente lo è. E’ questa la sintesi di quanto ultimamente sta accadendo a molti utenti di Facebook. Il social media, posseduto e gestito dalla società Meta, può essere un ottimo strumento per scovare occasioni e fare acquisti. Ma è anche terreno fertile per truffe sempre più sofisticate. Immagina di trovare finalmente quell’oggetto che desideravi da tempo: una bici elettrica, un iPhone usato o magari un divano che sembra nuovo di zecca. Il prezzo è allettante, il venditore sembra affidabile e tutto sembra andare per il verso giusto. Eppure… Eppure è proprio lì che spesso inizia la fregatura.

                Il venditore fantasma

                Le truffe su Facebook si evolvono costantemente e, ogni giorno, ingannano centinaia di persone. Il modus operandi dei truffatori segue due strategie principali. Da un lato ci sono i “venditori fantasma”, che pubblicano annunci per articoli molto richiesti a prezzi eccezionali. Il loro obiettivo è convincerti a pagare una caparra tramite bonifico o ricarica, sparendo subito dopo aver ricevuto il denaro. Dall’altro ci sono gli “acquirenti-truffatori”, che ti contattano fingendo interesse immediato per il tuo oggetto in vendita. Questi propongono sistemi di pagamento fraudolenti, come link fasulli che imitano PayPal o Poste, per ottenere i tuoi dati e rubarti soldi.

                Riconoscere i segnali di allarme

                Un prezzo troppo basso rispetto al valore reale del prodotto, un profilo Facebook con pochissimi amici o creato di recente, richieste di pagamenti fuori dalla piattaforma ufficiale e l’insistenza nel chiudere rapidamente l’affare, sono tutti campanelli d’allarme che non dovrebbero essere ignorati. Ma come possiamo proteggerci da queste insidie? Prima cosa evitare di inviare soldi prima di vedere il prodotto di persona, poi scegliere sempre metodi di pagamento tracciabili e sicuri. Quindi assicurati di incontrare il venditore o acquirente in un luogo pubblico. Inoltre, diffidate dei link esterni per ricevere o inviare denaro: spesso sono il mezzo principale con cui i truffatori riescono a ingannare gli utenti.

                Pronto qui è il servizio clienti di Facebook che parla

                Una delle trovate più recenti riguarda i falsi “servizi clienti” di Facebook. Dopo essere stati truffati, alcuni utenti ricevono messaggi che sembrano provenire dal supporto ufficiale della piattaforma, promettendo assistenza in cambio di informazioni personali. È un’altra trappola! Meta non ti contatterà mai tramite chat per chiederti password o dati sensibili. Lo scrivino e riscrivono in tutte le lingue possibili, ma niente c’è chi spavado non legge le indicazioni e agisce di testa propria perdendoci.

                E se dovessi cadere vittima di una truffa?

                Per prima cosa è importante agire tempestivamente. Conservare tutte le prove, come screenshot e dettagli dei pagamenti, e segnalare l’accaduto a Facebook. Si può denunciare il fatto alle autorità competenti, come la Polizia Postale, e contattare la propria banca per bloccare eventuali operazioni sospette. Meta, da parte sua, consiglia agli utenti di prestare attenzione alle e-mail sospette che fingono di provenire da Facebook, spesso con notifiche fasulle o promesse troppo belle per essere vere. In caso di dubbi, è sempre possibile segnalare direttamente il problema tramite l’indirizzo phish@fb.com o gli strumenti ufficiali di Facebook.

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