Storie vere
La donna con la barba più giovane al mondo è Harnaam Kaur, Guinness World Records nel 2016. Un simbolo di autoaccettazione e body positivity
Soffre della sindrome dell’ovaio policistico (PCOS), una patologia che può causare, tra le altre cose, una crescita eccessiva di peli (irsutismo).

La storia di Harnaam Kaur è una vera e propria rivoluzione. Questa donna britannica di 34 anni, affetta dalla sindrome dell’ovaio policistico (PCOS), ha trasformato la sua caratteristica più evidente – la barba – in un simbolo di forza e autoaccettazione. Harnaam non è solo un’icona visiva, ma soprattutto una voce potente nel movimento body positivity. L’ovaio policistico è una espressione di una complessa alterazione funzionale del sistema riproduttivo. Una alterazione dovuta all’aumento degli ormoni maschili (androgeni), causa di segni e sintomi quali: irsutismo (eccesso di peluria su viso e corpo), e alopecia androgenetica (acne e calvizie di tipo maschile).
La bellezza della diversità
Fin dall’infanzia, Harnaam ha affrontato il bullismo e il giudizio sociale per il suo aspetto. Inizialmente, come molte persone che si sentono diverse, ha cercato di conformarsi, radendosi la barba per adeguarsi agli standard tradizionali di bellezza femminile. Tuttavia, questo non ha fatto altro che accrescere il suo disagio interiore. La svolta è arrivata quando ha deciso di abbracciare la sua unicità e smettere di lottare contro la sua natura. Ha trasformato quella che molti consideravano una debolezza in un punto di forza, trovando nella sua barba non un motivo di vergogna, ma una “corona” da indossare con fierezza.
Un’attivista per l’autoaccettazione
Oggi, Harnaam Kaur è una delle voci più influenti nel mondo della body positivity. Attraverso i social media e le sue apparizioni pubbliche, trasmette un messaggio chiaro. Ovvero che la bellezza non è un concetto rigido e predefinito, ma un’espressione autentica di sé. Il suo motto, “Non abbiamo bisogno di rientrare in schemi per essere belli”, è un invito a chiunque si senta inadeguato rispetto ai modelli imposti dalla società. La sua storia ha ispirato migliaia di persone a rivalutare il proprio valore personale, al di là delle etichette. Harnaam ha collaborato con importanti brand di moda impegnati a promuovere la diversità, sfidando gli stereotipi e dimostrando che la bellezza risiede nella fiducia in se stessi.
Per Harnaam Kaur un messaggio di coraggio e amore per sé
Molto più di una semplice detentrice di un record mondiale – riconosciuto ufficialmente dal Guinness World Records nel 2016 – l’esistenza e il coraggio di Harnaam Kaur dimostrano che la vera forza sta nell’accettarsi e nell’amarsi incondizionatamente. Un esempio che insegna quanto non si debba permettere agli altri di definire chi siamo o quanto valiamo. Nel suo percorso, Harnaam ha trasformato la sua esperienza personale in un movimento più ampio, aiutando chiunque si senta escluso o giudicato a trovare la forza di essere se stesso.
INSTAGRAM.COM/LACITYMAG
Storie vere
Profughe ucraine a Milano: per loro una storia di resilienza e rinascita
Milano si è dimostrata una città accogliente e solidale, capace di offrire un aiuto concreto e di creare una rete di supporto per i profughi ucraini.

La guerra in Ucraina ha costretto migliaia di persone a fuggire dalle proprie case, lasciando dietro di sé affetti, ricordi e una vita costruita con fatica. Tra queste, molte donne con bambini, i cui mariti sono rimasti a combattere al fronte. E magari sono stati travolti dalla guerra. Milano è diventata per molte di loro un porto sicuro, una città accogliente che ha saputo offrire aiuto concreto e opportunità di ricostruire il proprio futuro. Storie come quella di Nina Alimova, project manager in patria e ora custode in un condominio. O come quella di Marianna Duman, filologa con una figlia piccola, oggi operatrice in un hotel. Storie che testimoniano la forza d’animo e la capacità di adattamento delle oltre 2.400 donne accolte finora.
Milano Aiuta Ucraina
Dallo scoppio delle ostilità di tre anni fa sono diecimila i cittadini ucraini che hanno trovato ospitalità all’ombra del Duomo. Molti di loro sono stati seguiti dal progetto “Milano Aiuta Ucraina“, promosso da Fondazione di Comunità e Comune di Milano. A cui hanno contribuito con il proprio sostegno anche personaggi noti come Andriy Shevchenko, Dolce e Gabbana e Giorgio Armani. Questo fondo solidale di 1 milione e 300 mila euro ha permesso di attivare una rete di supporto che include corsi di lingua, assistenza burocratica e psicologica, e percorsi di formazione professionale. L’impegno di numerose organizzazioni del terzo settore, tra cui la Fondazione Ismu, è stato fondamentale per offrire un aiuto concreto e mirato, tenendo conto delle esigenze specifiche di ogni persona. Ma l’accoglienza non si è limitata all’assistenza materiale. Fin dai primi giorni dopo l’invasione russa, molte famiglie milanesi hanno aperto le proprie case per ospitare i profughi, creando legami umani e offrendo un ambiente di supporto.
Un centralino telefonico anche solo per fare due chiacchiere in Ucraino
Storie come quella della giovane Margo, iscritta a un prestigioso liceo d’arte a Kiev e accolta da una famiglia milanese, dimostrano come la passione e la creatività possano essere un motore di resilienza e rinascita, anche di fronte al dramma della guerra. Il centralino dedicato, gestito da Lesya Bodan, ha rappresentato un punto di riferimento importante per i profughi, offrendo informazioni, supporto e conforto. Le testimonianze raccolte raccontano di un percorso difficile, segnato dalla paura, dalla perdita e dalla difficoltà di integrarsi in un nuovo contesto. Ma raccontano anche di speranza, di coraggio e di una straordinaria capacità di ricostruire la propria vita, mattone dopo mattone.
Storie vere
La doppia vita di Nico: da gommista a re dello scambismo di coppia
Gommista di giorno e organizzatore di eventi scambisti di notte, gestisce la “Maison Rizza”, un club esclusivo per oltre 2.100 coppie iscritte alla community.

E’ il momento dei calabresi. Dal giovane ballerino che accompagna Jennifer Lopez a Nico Taurus, 50 anni, uomo dai mille volti. E sì perché Nico di giorno lavora come gommista a Melegnano. E di notte? Ah beh cambia tutto. Di notte, una volta al mese, si trasforma nel re dello scambismo di coppia, organizzando feste esclusive nella sua villa a Lodi Vecchio. Naturalmente Nico Taurus è uno pseudonimo che un ‘distinto’ calabrese trapiantato nel Lodigiano, ha adottato per gestire uno dei club più esclusivi d’Italia per coppie scambiste. La sua “Maison Rizza” è diventata un punto di riferimento per la trasgressione nel Nord Italia, attirando partecipanti da tutta la penisola e persino dagli Stati Uniti. Addirittura…?
Eventi esclusivi e selezione dei partecipanti
Con un passato da spogliarellista e gigolò, Nico ha maturato una lunga esperienza nel mondo dell’eros e della trasgressione, che oggi mette a frutto nella sua attività. La sua community, “Doutdess“, conta 2.100 coppie iscritte, 400 single e 500 uomini interessati all’infedeltà consensuale della partner. Le serate alla “Maison Rizza” sono eventi esclusivi, con una selezione accurata dei partecipanti. Nico non bada solo all’aspetto estetico, ma cerca soprattutto autenticità e disponibilità nelle coppie. Per questo, il suo club è diventato il punto di riferimento per molte coppie alla prima esperienza. La villa di Nico è un vero e proprio tempio del piacere, con due grandi camere da letto, una “devil room” sotterranea e un ampio giardino. Ogni evento ospita dalle 80 alle 150 coppie, rigorosamente under 45.
Organizza incontro ma lui non lo farebbe mai…
Per partecipare alle serate, le coppie pagano 80 euro, le donne single 30 euro e gli uomini soli 200 euro. Prezzi competitivi, secondo Nico, che riesce a mantenerli bassi grazie al fatto che la villa è anche la sua abitazione privata. Nonostante il successo della sua attività, Nico non ha intenzione di lasciare il lavoro di gommista. Ama il suo lavoro in officina e il rapporto con i clienti e i collaboratori. Tuttavia, non esclude che in futuro la sua passione per lo scambio di coppia possa diventare la sua attività principale. Single e senza figli, Nico ha scelto la trasgressione, ma con dei limiti. Non farebbe mai lo scambista e, nonostante frequenti una donna, non accetterebbe mai di fare scambio di coppia con lei.
Giovani coppie più aperte allo scambismo?
Secondo Nico, lo scambio di coppia può essere un’esperienza positiva per la coppia, se praticato con moderazione e consapevolezza. E sulle nuove generazioni, ha un’opinione positiva: «I ventenni di oggi sono incredibili, molto più aperti mentalmente e pronti a sperimentare rispetto alla mia generazione».
Ma come nasce la richiesta?
Lo scambismo di coppia, noto anche come “swinging“, è una pratica sessuale consensuale in cui due o più coppie si accordano per avere rapporti sessuali o intimi con i partner delle altre coppie coinvolte. A differenza del tradimento, nello scambismo entrambi i partner sono consapevoli e consenzienti dell’attività sessuale con altre persone. Questa pratica può variare ampiamente, da semplici scambi di baci e carezze a rapporti sessuali completi, e può essere occasionale o parte di uno stile di vita più continuativo. Quali sono le motivazioni che spingono le coppie a intraprendere lo scambismo? Alcune persone lo vedono come un modo per ravvivare la relazione, esplorare nuove esperienze sessuali o superare la monotonia. Altre coppie possono essere attratte dall’eccitazione di condividere il proprio partner con altri o dal senso di comunità che si crea all’interno dei club di scambisti.
Attività rischiosa
Lo scambismo è un fenomeno complesso, con implicazioni psicologiche e sociali significative. È fondamentale che tutte le persone coinvolte partecipino in modo pienamente consapevole e consensuale, stabilendo limiti chiari e rispettando i desideri di ciascuno. E’ importante anchr sottolineare che lo scambismo non è esente da rischi. Come qualsiasi attività sessuale, può comportare la trasmissione di malattie sessualmente trasmissibili se non vengono prese adeguate precauzioni. È quindi fondamentale praticare sesso sicuro e comunicare apertamente con i propri partner.
Storie vere
10,100,1000 che differenza fa? Il lato oscuro dell’industria del porno
Bonnie Blue, una creatrice di contenuti per adulti di 25 anni, ha creato scalpore rivelando di aver avuto rapporti con 22 uomini in una notte durante lo “Spring break”.

Bonnie Blue è un nickname che identifica una creatrice di contenuti per adulti di 25 anni. In un messaggio sui social la star del porno ha confermato di aver avuto rapporti sessuali con 22 uomini in una sola notte. Una vera e propria maratona. La ragazza è stata intervistata da una sua pari, una certa Annie Knight, molto nota nel settore hard. Famosa per la sua missione di intrattenere 600 rapporti sessuali in un anno. Durante l’intervista la porno star Knight ha elogiato Bonnie che considera una grande lavoratrice che ha superato se stessa nel suo lavoro.
La mercificazione del proprio corpo
La performance di Bonnie Blue ha scosso l’opinione pubblica e sollevato interrogativi sull’industria del porno e sulle condizioni di lavoro di coloro che vi operano. Ma è importante andare oltre lo shock iniziale e analizzare le dinamiche più profonde che si celano dietro una simile affermazione. Il caso, infatti, evidenzia in modo crudo come il corpo femminile, e in misura minore quello maschile, venga spesso mercificato nell’industria del porno. Le performer vengono trattate come oggetti e non come persone con bisogni, desideri e vulnerabilità.
Una feroce competizione
L’industria del porno è caratterizzata da una competizione feroce, che spinge le performer a superare continuamente i propri limiti per attirare l’attenzione del pubblico. Una pressione che può portare a comportamenti rischiosi e dannosi per la salute fisica e mentale. Avere rapporti sessuali non protetti con un numero così elevato di partner in un breve periodo di tempo espone le performer a un rischio significativamente maggiore di contrarre malattie sessualmente trasmissibili. Inoltre, lo stress emotivo e fisico legato a questo tipo di lavoro può avere gravi ripercussioni sulla salute mentale.
La questione del consenso è cruciale
Mentre la legge stabilisce determinate linee guida, nella pratica è difficile garantire che tutte le persone coinvolte in una produzione porno siano pienamente consapevoli delle conseguenze delle loro azioni e che stiano dando il consenso in modo libero e informato. Potremmo sottolineare che la storia di Bonnie Blue – che apparentemente sembra una goliardica bravata di stampo anglosassone – richiama l’urgenza di regolamentare l’industria del porno in modo più efficace. Per prima cosa sarebbe necessario garantire la tutela della salute, ovvero introdurre norme più stringenti in materia di sicurezza sul lavoro e accesso alle cure mediche per le performer. Quindi attivarsi per proteggere i minori intensificando la lotta contro la pedopornografia e la produzione di contenuti sessuali con minori. Serve, inoltre, educare le persone sul concetto di consenso e garantire che tutte le parti coinvolte in una produzione porno siano pienamente informate e consapevoli dei rischi. E infine impegnarsi per offrire assistenza psicologica e legale alle persone che hanno subito abusi o sfruttamento nell’industria del porno.
-
Gossip12 mesi fa
Elisabetta Canalis, che Sex bomb! è suo il primo topless del 2024 (GALLERY SENZA CENSURA!)
-
Cronaca Nera7 mesi fa
Bossetti è innocente? Ecco tutti i lati deboli dell’accusa
-
Speciale Olimpiadi 20247 mesi fa
Fact checking su Imane Khelif, la pugile al centro delle polemiche. Davvero è trans?
-
Sex and La City10 mesi fa
Dick Rating: che voto mi dai se te lo posto?
-
Speciale Grande Fratello5 mesi fa
Shaila del Grande Fratello: balzi da “Gatta” nei programmi Mediaset
-
Moda e modi7 mesi fa
L’estate senza trucco di Belén Rodriguez
-
Speciale Grande Fratello5 mesi fa
Helena Prestes, chi è la concorrente vip del Grande Fratello? Età, carriera, vita privata e curiosità
-
Gossip9 mesi fa
È crisi tra Stefano Rosso e Francesca Chillemi? Colpa di Can?