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Totti e Ilary, fine dei giochi: Iovino confessa, la verità (forse) è servita
Il personal trainer rompe il silenzio e ammette il flirt con Blasi. Ma chi ha tradito per primo? Una domanda da milioni di euro. Letteralmente.
C’è un’arma, e non è metaforica, nel divorzio più lungo, costoso e velenoso che Roma ricordi. Un’arma tatuata, muscolosa, chiacchierata: Cristiano Iovino, il personal trainer diventato ago della bilancia nella guerra fredda (mica tanto) tra Francesco Totti e Ilary Blasi. Il supertestimone, dopo mille tentennamenti e assenze strategiche, si è presentato in aula. E ha parlato. Ha confermato di aver avuto una relazione con la conduttrice durante il matrimonio con l’ex capitano della Roma. Fine delle chiacchiere da bar. Inizia il terremoto.
Chi ha tradito per primo? È questa la vera posta in palio. Perché nel processo civile in corso a Roma, la questione dell’addebito non è solo una questione di principio: può cambiare radicalmente gli equilibri economici del divorzio. Ovvero: assegno sì o assegno no. E magari anche chi si prende la villa all’Eur e chi finisce con una cassetta di Rolex contesi in banca.
Il “caffè” della discordia
Iovino, l’uomo del caffè — quello che in Unica, il docu-dramma-confessione di Ilary, sarebbe passato a trovarla a Milano solo per un innocente espresso — ora cambia versione. Altro che caffè: “Io e Ilary avevamo frequentazioni intime, ci vedevamo anche a casa mia”, avrebbe dichiarato. Un’uscita che non solo smentisce la versione della showgirl, ma che rinfocola lo scontro in aula.
Solo due anni fa, lo stesso Iovino minacciava querele a destra e a manca per chi lo accostava alla vicenda: “Non date credito a ricostruzioni false e strumentali”, diceva in una nota diffusa via Ansa. Oggi invece ammette tutto. Come mai questo cambio di passo? Si chiedono in molti, a partire dalla stessa Ilary. Forse un’illuminazione tardiva. Forse una telefonata da Trigoria. Forse — si mormora — il desiderio di restituire il favore a chi, in questa storia, ha saputo aspettare il momento giusto per colpire.
Tra mani strette e coltelli affilati
Ilary e Totti si sono lasciati ufficialmente nel luglio del 2022, dopo 17 anni di matrimonio e tre figli. Da allora, è guerra. Il tribunale ha assegnato alla Blasi la villa all’Eur e un assegno da 12.500 euro mensili per i figli. Meno dei 24 mila richiesti inizialmente, ma abbastanza per alimentare il fuoco.
Ci fu, lo ricorderai, un momento in cui le acque sembravano calmarsi: un’udienza a novembre 2024, una stretta di mano in aula, sorrisi forzati. Illusione. Da allora, il clima si è fatto più cupo. Blasi accusa Totti di averla tradita con Noemi Bocchi. Totti, invece, punta tutto su Iovino: la prova che a sbagliare per prima, secondo lui, fu lei. E adesso che il personal trainer lo ha confermato, il castello potrebbe crollare da una parte sola.
Borse nascoste, Rolex spariti (e ritrovati)
Nel mezzo, dettagli da commedia giudiziaria. Le famose borse di Ilary, sottratte e finite — dice lei — in una sauna, dentro un’intercapedine blindata nella cabina armadio della casa coniugale. I Rolex? Prima spariti, poi “congelati” in una cassetta di sicurezza. Nessuno può toccarli fino al verdetto finale. Si contendono anche quelli, come i protagonisti di una soap americana con troppa caffeina (o troppo Iovino).
Il punto è che qui non si discute solo di cuore infranto, ma di milioni di euro. Se il tribunale decidesse che è stata Blasi a tradire per prima, potrebbe perdere l’assegno. E anche parte dei beni. Se invece si desse credito alla sua versione — quella di Totti innamorato di Noemi mentre lei si disperava davanti a Netflix — sarebbe lui a dover pagare più del previsto. Con buona pace dei Rolex e della cabina sauna.
La resa dei conti
Intanto, i rispettivi avvocati, Antonio Conte per Totti e Alessandro Simeone per Blasi, preparano le mosse finali. La battaglia legale sembra vicina alla fine, ma si sa: nei divorzi di potere, l’ultimo round è spesso il più crudele. Ilary è furiosa per la nuova versione di Iovino. Totti, dicono i beninformati, si sente finalmente vicino al “gol” decisivo.
In mezzo, tre figli da proteggere, milioni da spartire e un’opinione pubblica che aspetta il verdetto come se fosse una finale di Champions. Peccato che qui, più che in porta, si giochi a colpi di dichiarazioni, denunce e interviste. E anche il caffè, ormai, ha perso l’aroma.