Cinema
Sister Act 3: il saluto di Whoopi Goldberg a Maggie Smith e i cambiamenti in arrivo
Ospite al The Tonight Show di Jimmy Fallon, Whoopi Goldberg ha condiviso aggiornamenti sui lavori di Sister Act 3, spiegando come la morte di Maggie Smith abbia portato a ridefinire il film. Nonostante il dolore per la perdita, Goldberg è determinata a portare avanti il progetto, omaggiando così l’indimenticabile attrice che per decenni ha incarnato il ruolo della Madre Superiora.

La morte di Maggie Smith, scomparsa lo scorso 27 settembre, ha segnato profondamente il cast e la produzione di Sister Act 3, il tanto atteso nuovo capitolo della saga che ha reso celebri Whoopi Goldberg e la sua “svitata in abito da suora”. In un’intervista a The Tonight Show Starring Jimmy Fallon, Goldberg ha raccontato di aver dovuto affrontare la perdita della collega e amica. “Dobbiamo fare alcuni aggiustamenti perché, come sai, abbiamo appena perso Maggie Smith. Ma ce la faremo. Solo che è un cambiamento”, ha dichiarato.
Il progetto di Sister Act 3, annunciato da Goldberg lo scorso marzo, era già in fase di scrittura quando la star aveva confermato la propria partecipazione. Nonostante l’impegno e l’entusiasmo, Whoopi aveva confidato di avere un ruolo limitato nella sceneggiatura: “È difficile fare tutto e mi piace pensare di poterlo fare, ma ho capito che non posso fare così tante cose contemporaneamente come vorrei”. La perdita di Maggie Smith ha inevitabilmente impresso un nuovo corso alla sceneggiatura, che ora sarà rivista per omaggiare l’indimenticabile attrice britannica.
L’affetto di Goldberg per la “Madre Superiora”
In passato, Whoopi Goldberg aveva rivelato di aver offerto il ruolo della Madre Superiora a Maggie Smith, confermando la volontà di coinvolgere la sua cara amica nel nuovo capitolo della saga. “Se hai bisogno che si venga qui a girare e fare tutto ciò che serve, faremo tutto ciò che vuoi si faccia. Ma non vogliamo farlo senza di te, Maggie”, aveva detto Goldberg in un talk show britannico. Purtroppo, l’attrice britannica è scomparsa prima di poter realizzare quest’ultimo desiderio. “Era una grande donna e un’attrice brillante”, ha ricordato Goldberg, sottolineando quanto sia stata fortunata ad aver potuto lavorare con una persona di tale talento e umanità.
Un’eredità cinematografica e affettiva
Il personaggio di Deloris Van Cartier, interpretato da Goldberg, ha conquistato generazioni di fan fin dal primo film nel 1992, con il sequel, Sister Act 2 – Più svitata che mai, che uscì l’anno successivo. Nei panni di una cantante costretta al convento sotto copertura, Deloris è diventata una figura iconica, e Maggie Smith, con la sua Madre Superiora severa ma premurosa, ne è stata l’irresistibile contraltare. La perdita di Maggie Smith rappresenta per Goldberg e i fan non solo l’assenza di una grande interprete, ma un vuoto che sarà difficile colmare in un capitolo conclusivo che ora dovrà fare a meno della sua presenza.
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Cinema
The Chosen: Ultima Cena, prosegue al cinema il viaggio cinematografico nella Pasqua di Gesù
Dalla tv alla magia del grande schermo, per rivivere le ultime gesta del Messia nel periodo pasquale. Sette giorni al cinema, in oltre 40 paesi.

La serie tv che ha emozionato milioni di spettatori in tutto il mondo torna sul grande schermo con un evento imperdibile. The Chosen: Ultima Cena, tratto dalla popolare serie dedicata alla vita di Gesù, sarà proiettato nelle sale italiane dal 10 al 16 aprile 2025. Un’occasione unica per rivivere gli ultimi giorni di Cristo in un’esperienza cinematografica coinvolgente e intensa.
La Storia di The Chosen: Ultima Cena
Questo film evento ripercorre i momenti cruciali della Settimana Santa, portando sullo schermo l’intensità e la spiritualità dell’ultima cena di Gesù con i suoi discepoli. Il pubblico sarà immerso nell’atmosfera carica di emozioni che ha preceduto la Pasqua, assistendo al crescendo di tensione tra il popolo di Israele, che accoglie Gesù come un re, e le autorità religiose e politiche, determinate a fermarlo a ogni costo.
The Chosen: Ultima Cena non vuole essere solo un film storico, ma un’opera che offre una prospettiva intima e umana degli ultimi momenti del Messia, raccontati attraverso gli occhi di coloro che gli erano più vicini. Un viaggio nel cuore della fede cristiana, sia per chi ci crede ma anche per chi si appassiona a narrazioni emozionanti.
Un Successo Globale che approda al grande schermo
La serie, creata da Dallas Jenkins, ha rivoluzionato il modo di raccontare la vita di Gesù Cristo, conquistando oltre 250 milioni di spettatori in tutto il mondo e accumulando più di 17 milioni di follower sui social. Grazie al supporto dei fan e a un modello di finanziamento innovativo, la serie ha raggiunto un pubblico sempre più ampio, diventando un vero e proprio fenomeno globale.
Ora, con The Chosen: Ultima Cena, l’emozione della serie arriva nei cinema di oltre 40 paesi, Italia inclusa. Le prevendite sono già aperte, e la lista delle sale che proietteranno il film è disponibile sui siti ufficiali nexostudios.it e thechosenlastsupper.com.
Una serie che continua a crescere
La sua storia non si ferma qui. La serie, sviluppata in sette stagioni, continua ad appassionare gli spettatori di ogni età grazie al suo approccio innovativo e realistico. Ambientata nella Palestina del primo secolo, sotto il dominio romano, racconta Gesù attraverso gli occhi di coloro che lo hanno seguito, mostrando il suo impatto rivoluzionario sulle loro vite. in questo 2025, oltre all’uscita cinematografica, è attesissima la nuova stagione della serie, che sarà resa disponibile anche in streaming, permettendo a milioni di spettatori di proseguire questo straordinario viaggio di fede e storia.
Segnate le date in agenda: dal 10 al 16 aprile 2025, The Chosen: Ultima Cena vi aspetta al cinema per un’esperienza spirituale e cinematografica indimenticabile!
Cinema
Nanni Moretti ricoverato d’urgenza per un infarto, operato al San Camillo
Nanni Moretti è arrivato d’urgenza in ambulanza al San Camillo di Roma nel tardo pomeriggio di oggi. L’intervento chirurgico è stato tempestivo e le sue condizioni, seppur serie, non sarebbero drammatiche. Già a ottobre scorso aveva subito un altro episodio cardiaco.

Il regista e attore romano Nanni Moretti, 71 anni, è stato colpito da un infarto ed è attualmente ricoverato presso l’ospedale San Camillo di Roma. Le sue condizioni, secondo quanto trapelato, sono serie ma non sarebbero definite drammatiche. Trasportato d’urgenza presso la struttura sanitaria nel tardo pomeriggio di oggi, 2 aprile, Moretti è stato trasferito immediatamente in sala operatoria, appena sei minuti dopo il suo arrivo, per essere sottoposto a un intervento chirurgico urgente e salvavita.
Dopo l’operazione, il regista è stato trasferito nel reparto di terapia intensiva cardiologica, dove al momento rimane sotto stretta osservazione medica con prognosi riservata. Non è la prima volta che Moretti affronta problemi cardiaci: soltanto pochi mesi fa, il primo ottobre scorso, aveva subito un altro infarto ed era stato trattato proprio dalla stessa équipe medica del San Camillo.
In quell’occasione, nonostante il malore, Moretti aveva inviato un videomessaggio al pubblico del cinema Vittoria di Napoli, rassicurando tutti sulle proprie condizioni di salute: «Mi dispiace non essere lì con voi, ma sto bene. Starò meglio, tornerò presto». Il regista avrebbe dovuto partecipare alla presentazione del film “Vittoria”, diretto da Alessandro Cassigoli e Casey Kauffman, prodotto dalla sua casa di produzione, la Sacher Film.
Nonostante la raccomandazione dei medici a prendersi del tempo per recuperare, Moretti era tornato subito al lavoro già dal giorno successivo, presentando lo stesso film nel suo cinema, il Sacher di Roma, dimostrando ancora una volta la sua nota determinazione e passione per il cinema.
In queste ore difficili, tutto il mondo del cinema e i fan del regista sono in attesa di ulteriori aggiornamenti sulla sua salute, sperando di rivederlo presto recuperare completamente.
Cinema
È morto Val Kilmer, addio a un’icona del cinema anni ’90
Dopo una lunga battaglia contro il cancro, l’attore è scomparso a 65 anni a causa di una polmonite. Resterà nella memoria collettiva come Iceman, Batman e Jim Morrison. A riportarlo è il New York Times, citando la figlia Mercedes

Val Kilmer è morto a Los Angeles a 65 anni. La notizia è stata confermata dalla figlia Mercedes Kilmer al New York Times: la causa è stata una polmonite. L’attore, simbolo del cinema americano degli anni Ottanta e Novanta, era sopravvissuto a un cancro alla gola che gli aveva tolto la voce nel 2014, affrontando anni difficili con coraggio e determinazione. L’ultima apparizione sul grande schermo fu nel 2022, nel sequel di Top Gun, Maverick, dove interpretò ancora una volta l’indimenticato Iceman, grazie a un sofisticato sistema di intelligenza artificiale che gli aveva restituito la voce, persa a causa di una tracheotomia.
Nato a Los Angeles il 31 dicembre 1959, Kilmer fu il più giovane studente ammesso alla prestigiosa Juilliard School, a soli 16 anni. Dopo una lunga formazione teatrale, si fece notare sul grande schermo con ruoli da commedia brillante — Top Secret! (1984), Scuola di geni (1985) — ma la svolta arrivò con Top Gun (1986), dove fu il carismatico e glaciale rivale di Maverick. Quel ruolo lo rese una star internazionale.
Negli anni successivi fu Batman in Batman Forever (1995), Doc Holliday nel western Tombstone (1993) e, soprattutto, Jim Morrison nel biopic The Doors di Oliver Stone (1991). Un’interpretazione talmente immersiva da confondere, secondo alcuni membri della band, la voce dell’attore con quella del frontman dei Doors. Stone lo scelse per “l’arroganza implicita” che riteneva necessaria per incarnare il mito fragile di Morrison.
Nel corso degli anni Kilmer affiancò grandi nomi: recitò con Al Pacino e Robert De Niro in Heat – La sfida (1995), con Michael Douglas in Spiriti nelle tenebre (1996), con Denzel Washington in Déjà Vu (2006), e con Robert Downey Jr. in Kiss Kiss Bang Bang (2005). Tra gli anni Novanta e Duemila interpretò anche ruoli più estremi: dal porno-attore John Holmes in Wonderland al cieco di A prima vista, da Mosè nel musical The Ten Commandments fino a un ufficiale delle forze speciali in Spartan di David Mamet, per cui si sottopose ad addestramento militare.
Kilmer aveva vissuto una carriera altalenante, con momenti di gloria assoluta e altri segnati da scelte controcorrente e dal progressivo ritiro dalle scene. Era noto per il carattere difficile e le sue interpretazioni totalizzanti, ma anche per la passione per la poesia e l’arte visiva. Aveva pubblicato un libro di poesie per Michelle Pfeiffer, e nel 2020 le sue memorie, I’m Your Huckleberry, dal titolo della celebre battuta pronunciata in Tombstone.
Nel 2021 aveva commosso Cannes con il documentario Val, in cui si mostrava senza filtri nella sua quotidianità dopo il cancro. Un film intimo e struggente, fatto anche di filmati personali raccolti in decenni di carriera, in cui emergeva la fragilità dell’uomo dietro il mito.
Kilmer lascia due figli, Mercedes e Jack, avuti dall’attrice Joanne Whalley. Negli ultimi anni si era dedicato anche a Kamp Kilmer, uno spazio aperto su Melrose Avenue, a metà tra centro culturale e rifugio per artisti. Un luogo in cui poesia, pittura e cinema si intrecciavano alla ricerca di nuove forme di espressione. Una sorta di testamento culturale che racconta la seconda vita di un artista che non ha mai smesso di cercare la bellezza, anche quando la voce gli era stata portata via.
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