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    LaCityMag ha deciso di aderire con forza all’appello per la pace del Gruppo PubbliemmeDiemmecom, rilanciando il messaggio attraverso una campagna che vuole colpire dritto al cuore della questione: la guerra e le sue conseguenze devastanti. Non si tratta solo di un’iniziativa di sensibilizzazione, ma di un invito aperto alla collettività a riflettere sull’importanza di assumersi una responsabilità attiva contro la violenza, ponendo l’empatia come fondamento di un mondo più giusto e solidale.

    Una campagna che punta a far percepire il dramma della guerra in modo diretto e personale, cercando di abbattere la distanza emotiva che spesso accompagna le notizie di conflitti. Guardare il mondo attraverso gli occhi degli altri, di chi vive ogni giorno in territori di guerra, significa aprirsi a una comprensione più profonda delle sofferenze e delle privazioni che questa realtà comporta. Un richiamo non solo alla pace, ma a un cambiamento di prospettiva che promuova un vero senso di comunità e partecipazione attiva.

    LaCityMag, in sinergia con il messaggio di Pubbliemme-Diemmecom, lancia così un appello alla riflessione: ogni piccolo gesto può fare la differenza. Un invito a lasciarsi coinvolgere e a contribuire, anche in minima parte, alla costruzione di un futuro libero da guerra e ingiustizie.

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      Quella particolare amicizia fra due popstar: il ballo di Annalisa e Mahmood

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        Continua a circolare viralmente il clip dove si vedono Annalisa e Mahmood che ballano n una discoteca milanese. Ospiti d’eccezione ad un after party di Dolce & Gabbana, i due artisti si sono scatenati sulle note dei loro successi sanremesi: prima Annalisa ha ballato “Sinceramente”, poi Mahmood ha eseguito la coreografia di “Tuta Gold” davanti alla collega.

        Nessun coinvolgimento di cuore

        Un video che sottolinea la loro complicità e amicizia di lunga data. Nonostante le speculazioni, tra i due non c’è assolutamente nessun tipo di relazione sentimentale: Annalisa è felicemente sposata con Francesco Muglia, mentre Mahmood mantiene riservata con grande cura la sua vita privata.

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          La proverbiale ospitalità dei calabresi: come ti “abboffo” il Premier…

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            Giorgia Meloni arriva in Calabria con propositi ferrei: “Basta sgarri, questa volta tengo la dieta!” Ma si sa, il Sud è terra di grande cuore e resistere ai sapori locali è un’impresa titanica. Così, tra una ‘nduja minacciosa e un pecorino ammiccante, la Premier lotta per la linea… e perde clamorosamente!

            “Sola una puntina di soppressata”, giura, mentre il piatto si riempie magicamente. “Un assaggio microscopico di parmigiana”, ma ecco arrivare la teglia formato famiglia. Il colpo di grazia? Un bicchiere di Cirò, offerto con quel sorriso tipico che dice: se rifiuti, non votiamo più per te! Alla fine, Giorgia tiene duro… ma la dieta cede sotto i colpi del gusto calabrese. Del resto, come si fa a dire di no a due dita di buon vino?

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              Bresh e l’elogio (scherzoso) del playback

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                Domenica pomeriggio, Rai 1, clima rilassato, come siamo abituati da tempo dalla rassicurante “zia” Mara. Poi arriva il ligure Bresh, uno degli artisti più freschi della scena italiana attuale, e succede qualcosa di assurdo: canta (o meglio, finge di cantare) usando un tulipano come microfono. Il pubblico sgrana gli occhi, il web esplode. “Ma davvero?”

                Il playback in TV: arte o imbarazzo?

                Il playback in televisione è una pratica nota. Serve per evitare problemi tecnici, certo, ma spesso trasforma le performance in siparietti surreali. Nel caso di Bresh, la scelta di un fiore al posto del microfono ha reso tutto ancora più evidente. Un gesto ironico? Una ribellione contro un sistema vecchio e stanco? O semplicemente una risata in faccia alle regole dello spettacolo?

                Quando il meme supera la musica

                L’episodio ha fatto il giro dei social: clip, meme, parodie. Il tulipano è diventato il simbolo di un playback così sfacciato da trasformarsi in gesto sottilmente geniale. Forse un piccolo atto di protesta o forse solo un gioco. Una cosa è certa: Bresh ha dimostrato che, anche senza un microfono vero, basta un fiore per far parlare di sé.

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